Per Anna la vita non finisce a 70 anni: la sua bottega diventa gastronomia
Scandiano, invece di chiudere e ritirarsi in pensione, col marito Lucio apre un laboratorio. «Perché a casa si invecchia prima»
SCANDIANO. E chi lo dice che a 70 anni bisogna riposarsi? Di sicuro non Anna Montermini, conosciutissima commerciante di Scandiano, che arrivata al traguardo ha deciso di rilanciare, passando da una bottega di prossimità a un bel laboratorio gastronomico, ampliando spazi, orari e inserendo dipendenti. Anna Montermini dal 1996 è la titolare del negozio di alimentari di piazza Papa Giovanni XXIII nel quartiere Santa Teresa a Scandiano. A inizio anno, si è trovata di fronte a un bivio: chiudere il piccolo esercizio o stravolgerlo completamente. Basta vederla e parlarle per percepire la sua energia e capire quale è stata la scelta. Quella del rilancio, ovvio.
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Dalla primavera del 2018 la bottega è diventata una gastronomia in cui si trovano piatti fatti a mano, acquistabili sia freddi che già caldi, pronti per essere mangiati in tempo reale. Non è stato un passaggio immediato, ma un investimento corposo, in termini economici e di energie. Il negozio è stato rifatto con spese notevoli, la parte posteriore trasformata in una cucina da ristorante con tutte le attrezzature del caso e sono state inserite alcune assistenti. A presidiare il tutto, Anna e l’inseparabile marito Lucio Azzolini, costretto a una ridotta mobilità da un problema di salute che non gli impedisce di dare una mano.
Ogni giorno i due partono da Bellarosa di Albinea e vanno a Santa Teresa, allargando gli orari perché la vendita dei piatti caldi ha come ovvio orario di punta la pausa pranzo. Il tempo libero, che in età “da pensione” dovrebbe aumentare, è sempre meno. «Si sta meglio qui che a casa o al circolo, ad annoiarsi e a invecchiare più alla svelta. Io qui sono contenta, mi diverto a preparare i piatti con cui sono cresciuta, a scegliere i prodotti, a parlare con le gente. Lui ha avuto un problema che ci ha impegnati a lungo e ora è qui sempre con me, stiamo bene qui, non a stare fermi a casa», racconta Anna.
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Per lei è anche un ritorno alle radici. Originaria di San Romano di Baiso e cresciuta al Capriolo di Albinea, assieme alla zia ha avviato decenni fa il “Cacciatore” a Ca’ Bertacchi, uno dei più conosciuti e apprezzati ristoranti della collina reggiana, oggi gestito dai nipoti. Certo colpisce la scelta, in anni in cui la tendenza è quella di accorpare in grandi complessi commerciali si è puntato su un negozio di quartiere. E in una cittadina come Scandiano, non in un luogo isolato dove la classica vecchia bottega può sopravvivere. Per ora però va tutto a gonfie vele, anche come quantità del lavoro: «C’è sempre pieno, abbiamo tantissimi clienti, questa è anche una zona molto frequentata. Ci sono tanti abitanti e ci sono tanti ambulatori, molte persone magari escono e si fermano a prendere un piatto di pasta caldo, a mezzogiorno lavoro moltissimo così, con persone che si prendono una porzione già pronta per essere mangiata. Chi ha più tempo di farsi da mangiare a casa? Ci penso io», sorride Anna.
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