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Alluvione a Lentigione, il governo risarcisce ma non le auto

Andrea Vaccari
Alluvione a Lentigione, il governo risarcisce ma non le auto

Comune e Regione: «Ci faremo sentire». Le domande vanno consegnate entro il 23 ottobre. Contributi per l’arredamento ma non oltre i 300 euro a vano 

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BRESCELLO. Dovranno essere ultimate e consegnate al Comune entro il 23 ottobre le richieste per i rimborsi ai privati che potranno disporre dei fondi stanziati dal governo a seguito del consiglio dei ministri dello scorso 6 settembre, mirati a risarcire i cittadini dopo la piena dell’Enza dello scorso 12 dicembre.

Nel corso della serata che si è svolta lunedì al centro sociale di Lentigione – gremito di cittadini desiderosi di ricevere informazioni – sono state fornite indicazioni su come compilare i moduli da presentare nelle prossime settimane e per i quali sarà necessaria la consueta “corsa” contro il tempo per evitare di non poter accedere a questi benefici.

In questo senso il Comune, rappresentato nell’occasione dal sindaco Elena Benassi, ha annunciato l’apertura di uno sportello dedicato alla compilazione di questo tipo di pratiche, che sarà aperto dal lunedì al sabato, dalle 8.30 alle 12.30.

Sempre il primo cittadino brescellese ha annunciato ai presenti quella che si può considerare la nota negativa della serata: i cittadini non potranno presentare richiesta per i cosiddetti “beni mobili”, categoria nella quale rientrano, ad esempio, automobili e motorini.

«Questa notizia – ha commentato Elena Benassi – ufficializzata dall’assessore regionale Gazzolo, ci ha colpiti. Il Comune di Brescello ha tutta l’intenzione di farsi sentire nelle sedi opportune per far sì che il governo su questo punto cambi idea. Lentigione non va dimenticata e i suoi cittadini non devono essere presi in giro».

L’intenzione di lavorare affinché il governo corregga il tiro su questo aspetto è stata ribadita anche dai rappresentanti della Regione, il sottosegretario Giammaria Manghi e l’assessore Paola Gazzolo, che hanno assicurato il proprio impegno davanti alle rimostranze dei cittadini.

Nel corso della serata è stato fatto il punto sulle cifre contenute all’interno della delibera del governo. Su 178 milioni totali – da distribuirsi su 34 contesti emergenziali distribuiti su 19 regioni – pari al 27% dei bisogni totali segnalati per l’Emilia Romagna, sono stati stanziati 9.778.732,51 euro.

A Brescello, dopo la piena dell’Enza, vennero compilate 204 schede B relative ai beni immobili per un totale di oltre 5.5 milioni di euro, 196 schede B relative ai beni mobili per un valore di 2.9 milioni di euro e 46 schede C – per le attività economiche e produttive – per un totale di 5.7 milioni. I fondi che arriveranno a Brescello, è bene ricordarlo, saranno destinati solo ai privati: esclusi i beni mobili (è invece concesso un contributo per arredamento come sala, cucina e camera per un massimo di 300 euro a vano o 1.500 euro totali) e le imprese, per le quali è in corso di approvazione un testo al Mef, che ha già l’ok della Regione. —


 

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