Gazzetta di Reggio

Reggio

guastalla

"Se non mi dai i soldi l'albanese ti fa del male", arrestato per estorsione l'ex compagno

Una pattuglia di carabinieri di Correggio
◗
Una pattuglia di carabinieri di Correggio

Le minacce e le richieste continue di denaro dopo che tra i due la storia era finita. All'ultimo incontro c'erano anche i carabinieri

2 MINUTI DI LETTURA





GUASTALLA. “Dammi i soldi, altrimenti succede quello che tu sai, l’albanese viene e fa del male a te e alla tua famiglia”. Sono le inquietanti parole, le ultime di una serie infinita di richieste estorsive, che un 33enne parmigiano da oltre un mese rivolgeva alla sua ex compagna, una 29enne mantovana che nel tempo, per timore che potesse capitare qualcosa a lei, alla sua famiglia ed al bar che sino a fine agosto gestiva in provincia di Parma, ha versato nelle tasche del suo aguzzino una somma complessiva ammontante ad oltre 5.000 euro.

DENUNCIA E ARRESTO.
Ridotta senza soldi per soddisfare le richieste estorsive, non ha esitato ha impossessarsi anche del danaro del padre con cui nell’ultimo periodo era andata a convivere. E' stato il genitore, con cui la giovane si era confidata, a convincerla a denunciare tutto ai carabinieri, quando è arriata l'ultima richiesta di altri 300 euro.

I carabinieri della compagnia di Guastalla erano appostati all'incontro, in un parcheggio di un supermercato della bassa reggiana, quando i due si sono incontrati e hanno fermanto l’uomo trovato in possesso di quei 300 euro appena ricevuti dalla vittima e preventivamente fotocopiati dai militari all’atto della denuncia.

Con l’accusa di estorsione, i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Guastalla hanno arrestato un 33enne di Polesine Parmense, ristretto dopo le formalità di rito a disposizione della procura. L'indagine è coordinata dal pubblico ministero Maria Rita Pantani.

LA STORIA
La vittima, che dal 2016 alla fine dello scorso mese di agosto gestiva un bar in provincia di Parma, nel mese di maggio, dopo una convivenza con l’odierno indagato durata due anni,  ha deciso di interrompere la relazione sentimentale. E' stata la molla che ha dato il via a tutto. Da quel momento sono iniziate le richieste di danaro, inizialmente come apparenti prestiti, per poi manifestarsi in vere e proprie richieste estorsive necessarie per evitare che un fantomatico albanese facesse del male a lei, alla sua famiglia e danni all’esercizio commerciale.

Caduta in un vero e proprio stato di terrore psicologico la donna ha incominciato a versare le somme richieste di volta in volta arrivando anche a sottrarre danaro al padre con cui nel frattempo è andata a convivere. Le continue e sempre più pressanti richieste di danaro hanno indotto la vittima a confidare al padre quanto le stava accadendo. Grazie al supporto familiare la 29enne ha trovato quindi la forza di chiedere aiuto ai carabinieri. Durante la stesura della denuncia sul cellulare della donna pervenivano tramite Whatsapp messaggi con chiare richieste estorsive accompagnate da telefonate continue da parte del 33enne. La soluzione del caso si è quindi presentata ai carabinieri che invitavano la vittima ad andare all’appuntamento per consegnare i 300 euro richiesti.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google