Al via l’attività sportiva per i bambini e i ragazzi autistici
REGGIO EMILIAContinua l’impegno della città per permettere a ogni cittadino di vivere al meglio la propria vita oggi e negli anni futuri. Ha infatti preso vita da questo mese “Corri con Stefano a...
REGGIO EMILIA
Continua l’impegno della città per permettere a ogni cittadino di vivere al meglio la propria vita oggi e negli anni futuri. Ha infatti preso vita da questo mese “Corri con Stefano a favore dell’autismo”, operazione solidale pubblico-privata resa possibile dall’unione di diversi enti: Reggio Senza Barriere, Fcr, Sos centro autismo dell’Ausl, palestra Eden, Gast onlus e cooperativa “Coress - Il piccolo principe”.
Si tratta di un programma sportivo dedicato a 40 bambini e ragazzi tra 3 e 11 anni con problemi legati allo spettro autistico, che assieme alle loro famiglie avranno l’opportunità di migliorare alcuni aspetti, piccoli ma fondamentali, della loro vita quotidiana relativi alla psicomotricità. L’idea ha preso forma a marzo, in occasione del 50esimo compleanno del presidente della palestra Eden Stefano Fontanesi — da qui il nome dell’iniziativa — quando a fronte di una raccolta fondi per il progetto di motricità elaborato da Gast onlus sono stati donati 15mila euro, cifra utile per ottenere il patrocinio di “Reggio Senza Barriere”, che a sua volta ha stanziato 30mila euro. «Non si tratta di energie prettamente finanziarie ma è un insieme di valori e risorse umane che hanno permesso la realizzazione di questa iniziativa — dichiara il vicesindaco Matteo Sassi – Uno degli obiettivi è far conoscere alla comunità reggiana questa malattia legata ancora a pregiudizi». I ragazzi, da settembre 2018 a giugno 2019, saranno divisi in 6 gruppi in base a età e competenze, e si alterneranno durante la settimana per seguire percorsi educativi e ludico-motori che li aiutino a superare barriere psicomotorie per avere un futuro migliore. «I bambini autistici di oggi sono anche gli adolescenti e gli adulti di domani — spiega Virginia Giuberti responsabile di Sos centro autismo dell’Ausl — Il percorso terapico non deve comprendere solo ambienti come la scuola o l’ambulatorio, ma anche spazi diversi per poter permettere l’interazione e migliorare il movimento». I giovani sportivi saranno seguiti dal proprio educatore non solo durante l’attività, ma anche negli spogliatoi per abituarli e insegnare loro a togliere le scarpe o indossare i pantaloni della tuta, così da renderli più autonomi. «Lo sport è uno dei modi migliori per la riabilitazione e l’inclusione», sostiene Annalisa Rabitti presidente di Fcr. Proprio per venire incontro alle esigenze particolari che ogni ragazzo richiede, il numero massimo di posti è 40, con la prospettiva di poterli ampliare in futuro. —
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