Gazzetta di Reggio

Reggio

È tutto pronto per il Cersaie con la ceramica che cambia volto

Luigi Vinceti
È tutto pronto per il Cersaie con la ceramica che cambia volto

Il Salone internazionale dal 24 al 28 settembre a Bologna. Manfredini: «Mercato stabile ma non ci possiamo fermare»

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Il mondo della ceramica sta cambiando volto. Ha amplificato il formato tradizionale (in tanti superano ampiamente il metro per lato) e si avvale di nuove tecnologie che tracciano sulle piastrelle una gamma variegata di colori e consentono utilizzi un tempo inimmaginabili. Spesso sono curiosità che emergono in occasione del Cersaie, il Salone internazionale della ceramica per l’architettura e l’arredo bagno alle Fiere di Bologna, dal 24 al 28 settembre.

«Il mercato nazionale è stabi le sui livelli precedenti – afferma Franco Manfredini già presidente di Confindustria Ceramica e storico fondatore della Casalgrande Padana – con l’Europa che mostra segnali positivi. La Spagna intanto è sempre più aggressiva sul mercato. Nel resto del mondo c’è un andamento altalenante spesso condizionato dai terremoti politici locali. Fare previsioni diventa quindi difficile. Una cosa è certa: non ci possiamo fermare».

Quanto alle novità per il Cersaie, «noi ci presentiamo con un catalogo – spiega Manfredini – che è arricchito dallo sviluppo delle lastre giganti. È un nuovo percorso e siamo spinti dall’ottimismo della volontà». Ma non solo la voce calibrata di un “veterano” del settore, anche quella squillante di una giovane ceramista di terza generazione.

Elisa Giacobazzi, del gruppo Italgraniti, afferma di credere nell’industria 4.0: «Ogni anno – dice – investiamo infatti fra il 5 e il 10% del fatturato per informatizzare le linee di produzione. Questo consentirà di evitare la possibilità dell’errore umano. Nello stesso tempo puntiamo alla formazione e alla professionalità delle persone che non dovranno più essere semplici esecutori ma supervisori delle tecnologie al lavoro. Con questi principi abbiamo appena rinnovato gli impianti di San Martino ed è nostra ferma intenzione proseguire su questa strada».

«I nostri prodotti – aggiunge Giacobazzi – vengono esportati in oltre 100 nazioni di tutti i continenti e solo il 20% resta in Italia. Il nostro nuovo brand è quello delle grandi lastre. Arriviamo a formati non di semplici centimetri ma di metri che possono essere impiegati anche come elementi di arredo delle case. Per questi prodotti abbiamo adottato un nuovo marchio, Italstone». Pronostici possibili? «È un azzardo – conclude la Giacobazzi – fare stime concrete con le sfide economiche che si intrecciano un po’ ovunque, ma nell’immediato non si notano arie di crisi. Noi punteremo a rafforzare la presenza in varie direzioni. Ci attrae ad esempio l’America. Ma procediamo un passo alla volta. Adesso prepariamoci al Cersaie».

Ceramista di esperienza intermedia è infine Giorgio Romani (del gruppo omonimo) che analizza cautamente un mercato caratterizzato da luci e ombre.

«Il primo semestre del 2018 – premette – ha rallentato l’andamento registrato nel 2017, ma quello era stato un anno a dir poco euforico. In linea generale andiamo bene ma in ogni angolo del globo si alternano slanci e rallentamenti. Noi, per tradizione, ci affacciamo volentieri ai Paesi della Cee ma non disdegniamo lo sbarco negli Stati Uniti. Oltre Oceano però recentemente abbiamo registrato alcuni intoppi ad esempio per i trasporti. Al Cersaie ci presentiamo con due cataloghi: uno collaudato e l’altro in allestimento. Non abbiamo lastre più grandi di 80 per 180 centimetri ma offriamo tante novità sui colori ed i formati. Siamo ottimisti ma nei limiti della ragione». —




 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google