I clienti confermano in aula: «Massaggi hard per 60 euro»
Reggio Emilia, accusato di sfruttamento della prostituzione l’anziano titolare del centro Tuina. Racconti boccacceschi e tanto imbarazzo: «Noi uomini siamo degli animali...»
REGGIO EMILIA. La sfilata dell’imbarazzo è andata in scena ieri mattina in tribunale.
Attori protagonisti sulla scomoda passerella che porta alla sedia dei testimoni sono i clienti (più o meno affezionati) del centro massaggi Tuina di via Galileo Galilei che era stato chiuso a fine settembre 2015 dalla squadra mobile perché lì vennero individuate prestazioni di natura sessuale.
Il titolare – al centro del processo per sfruttamento della prostituzione – è un anziano, Remo Villa, non presente in aula, comunque rappresentato dal difensore. Coincidenti i racconti dei testimoni che ricordano un ambiente con luci soffuse, vasche da bagno, letti matrimoniali, donne cinesi (non proprio giovanissime) in abiti succinti e provocanti non solo alla reception ma anche in azione nelle stanze dei massaggi. Anche sul prezzo la cifra è concordante: 60 euro.
Pagati in anticipo. Ma con quella cifra si andava oltre al massaggio contro il mal di schiena. Più o meno questa la narrazione: «Mi sono spogliato, sul lettino la donna orientale mi ha cosparso d’olio, per una cinquantina di minuti sono stato massaggiato, poi ha cominciato a toccarmi nelle parti intime».
E qui i testimoni s’inceppano, diventano preda della vergogna, vinta solo dalle domande mirate del pm Maria Rita Pantani che portano a galla – per tutti – la descrizione di quello che è avvenuto dopo, cioè un massaggio intimo che diventa prestazione sessuale, anche se non si arriva a rapporti veri e propri. Chiuso il cerchio, il cliente si lava e si riveste, saluta e se ne va soddisfatto. Ma fuori tutti i testimoni hanno trovato i poliziotti e l’invito a seguirli in questura dove c’è anche chi si era agitato: «Mi hanno tenuto lì due ore, ma io dovevo andarmene, ho una famiglia a casa!».
Un cliente dice di essersi sorpreso quando è partito il massaggio intimo e allora il pm – in aula – gli chiede perché non ha chiesto lumi alla massaggiatrice. Lapidaria la risposta: «Ma sa, gli uomini sono degli animali!». Si torna davanti al collegio giudicante presieduto da Simone Medioli Devoto (a latere i giudici Chiara Alberti e Sarah Iusto) fra sette mesi e con un nutrito programma...
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