«La comunità si è sentita accusata Professore, dateci una mano voi»
L’interventoA rappresentare il Comune di Brescello ieri era presente il vicesindaco Stefano Storchi, che detiene la delega alla legalità della nuova giunta. In occasione del proprio intervento,...
L’intervento
A rappresentare il Comune di Brescello ieri era presente il vicesindaco Stefano Storchi, che detiene la delega alla legalità della nuova giunta. In occasione del proprio intervento, Storchi ha sottolineato che nel consiglio del 27 settembre verrà trattata la delibera che proporrà l'istituzione della commissione mista sulla legalità, annunciata in campagna elettorale.
«La comunità brescellese – ha spiegato – non ha accettato di parlare di certi temi perché si è sentita sotto accusa ed etichettata come mafiosa. Penso che la vera sfida sia quella di fare di questo Comune un punto di riferimento per queste tematiche. Da epicentro di un fenomeno malavitoso, possiamo diventare un punto di partenza per capire meglio cosa è successo e cosa si può fare per uscire da questa situazione».
«In questo momento Brescello è il simbolo di tutto quanto è accaduto in questo territorio. Professore – ha detto rivolgendosi a Dalla Chiesa – dateci una mano a sbloccare questa situazione, l’aspettiamo quando vuole». Tra i relatori, spazio anche a Giacomo Di Matteo, commissario che per diversi mesi ha retto il Comune di Brescello con altri colleghi. «Quello di Brescello è stato un caso delicato – ha spiegato – perché lo scioglimento è avvenuto in assenza di reati penali. La consapevolezza di questo passaggio richiedeva, a mio giudizio, un approccio strategico da parte delle forze politiche e istituzionali, affinché il commissariamento fosse un punto di partenza e non di arrivo, per innestare nella cittadinanza un processo di cambiamento civico, culturale e istituzionale. All’indomani del commissariamento non è stata creata un’azione di comunicazione terapeutica verso la comunità locale per contrastare fenomeni di vittimismo e negazionismo. Mi riferisco a istituzioni quali Regione, Provincia, Unione, prefettura e forze dell’ordine, che avrebbero potuto rivendicare la forza dello Stato assieme alle tante forze sane brescellesi». —
A.V.
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