Patente contraffatta cingalese va a processo
REGGIO EMILIAÈ finito a processo con l’accusa di contraffazione di documenti per un inghippo burocratico legato ai capovolgimenti politici del suo Paese d’origine, lo Sri Lanka. Almeno questo è...
REGGIO EMILIA
È finito a processo con l’accusa di contraffazione di documenti per un inghippo burocratico legato ai capovolgimenti politici del suo Paese d’origine, lo Sri Lanka. Almeno questo è quanto sta cercando di dimostrare Vainer Burani, difensore di un cingalese di 22 anni a carico del quale è iniziato il processo. Al compimento della maggiore età, il giovane ha conseguito la patente in Sri Lanka nel 2009 nel sud-est del Paese, all’epoca sotto il controllo delle Tigri Tamil, gruppo rivoluzionario al centro di una guerra civile. Quando in Italia nell’agosto 2014, il 22enne presenta domanda di conversione della patente, accompagnata dalla dichiarazione del suo Consolato, la polizia dopo una verifica con le autorità dichiara gli atti non autentici. «Attenzione: non falsi, ma non autentici. Sosteniamo che la patente non è autentica perché rilasciata da un governo rivoluzionario che quello attuale non riconosce», spiega il legale. —
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