Prende quota il restauro del seminario
Nasce il comitato Reggio Città Universitaria dopo un incontro con il vescovo. Entro giugno 2019 l’immobile sarà restaurato
REGGIO EMILIA
L’obiettivo è formalizzare quanto prima la costituzione del Comitato e la sottoscrizione dell’accordo con Unimore, giungendo entro fine anno all’approvazione del piano finanziario di investimenti e del progetto esecutivo. L’inizio lavori è previsto per giugno 2019, con la consegna di tutta la struttura rinnovata per settembre 2020. Un’importante tappa nel percorso che porterà l’Università e i suoi studenti a utilizzare il Seminario di viale Timavo, a pochi passi dal centro, è stata segnata lunedì sera nella sala riunioni dello stesso stabile (nella parte già ristrutturata dalla Diocesi).
L’INCONTRO
Dopo una visita guidata agli ambienti dell’edificio, oggetto dell’ipotesi di riuso formulata dai progettisti dello Studio di Architettura Manfredini, il vescovo Massimo Camisasca ha tenuto le fila di un incontro per dare operatività al progetto, a cui hanno partecipato il sindaco Luca Vecchi insieme agli assessori Daniele Marchi, Raffaella Curioni e Alex Pratissoli, il presidente della Provincia Giammaria Manghi, il presidente Unindustria Fabio Storchi, il presidente Manodori Gianni Borghi, il presidente Camera di Commercio Stefano Landi e personalità in rappresentanza di istituzioni, associazioni e mondo imprenditoriale.
I COSTI
La Diocesi, che ha deciso di mettere a disposizione la struttura mantenendone la finalità di studio per cui fu eretta, non è in grado di sostenere da sola i costi e la messa a norma antisismica che ammontano a circa 10 milioni. La strada individuata per condividere l’operazione tra enti pubblici e privati, assegnandole tempi certi, è quella di costituire il Comitato “Reggio Città Universitaria”, che l’architetto Mauro Severi ha accettato di seguire in prima persona in risposta alla richiesta del vescovo. A pochi mesi dalla proposta di Camisasca la risposta della città è incoraggiante. Severi conferma che le adesioni già espresse consentono la copertura prospettica di oltre la metà degli investimenti necessari. Nei prossimi tre mesi si vorrebbe raggiungere la copertura dell’intero investimento e si confida che altri enti non facciano mancare il proprio sostegno. Nelle prossime settimane si procederà alla sottoscrizione del primo accordo con l’Università grazie anche al lavoro progettuale di questi mesi.
I NUMERI
Secondo i dati forniti dal rettore, Angelo Oreste Andrisano, la sede reggiana dell’Unimore si caratterizza per una migliore dinamica degli iscritti, cresciuti nel 2010-2018 del 54,29% rispetto all’8,8% registrato dalla sede modenese.
Il numero di metri quadri occupati dall’università a Reggio Emilia aumenterebbe da 39.839 a 45.023 anche al netto della dismissione dei locali posti in via Kennedy e in via Fogliani. Parimenti si avrebbe un incremento dei posti aula da 3.869 a 5.000, sempre al netto della dismissione dei locali di Via Fogliani.
IL RETTORE
«Tale operazione - afferma Andrisano – sarebbe certamente facilitata da uno scenario complessivo sulla città in cui si possa chiaramente intravedere il definitivo assetto dell’ateneo. La città di Reggiodopo i grandi progetti di Palazzo Dossetti e del San Lazzaro potrebbe, con la realizzazione del terzo polo del Seminario, proseguire il proprio percorso di città universitaria per l’accoglienza ed il benessere degli attuali e futuri studenti. L’acquisizione del seminario da parte dell’Università diminuirebbe in via indiretta la carenza di aule medio-piccole (senza le quali l’offerta formativa di Ingegneria non può aumentare), di sale studio per studenti e di uffici per il personale docente-ricercatore del Dipartimento di Scienze e Metodi dell’Ingegneria. Tale operazione andrebbe poi completata con la costruzione della nuova palazzina laboratori e con il completamento di Villa Marchi. Il ministero non autorizzerebbe l’attivazione di nuove iniziative e di nuovi corsi di studio in assenza di strutture adeguate».—
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