Reggio Emilia, i carabinieri entrano in chiesa per le lezioni contro le truffe
Il comandante Desideri con il capitano Scalingi nella parrocchia di via Bismantova. Appello agli anziani: «Non fidatevi, non aprite la porta a falsi tecnici di luce o gas»
REGGIO EMILIA . «Non fidatevi, non aprite quella porta». Questo appello, suonato insolito all’interno di una sala parrocchiale, è stato lanciato dal neo comandante provinciale dei carabinieri di Reggio Emilia, Cristiano Desideri, che ha guidato la prima lezione “anti-truffa” che si è svolta, grazie alla collaborazione con la Curia Vescovile, all’interno della parrocchia. Il corso “anti-truffa” infatti ha avuto per teatro uno spazio della Chiesa Immacolata Concezione in via Bismantova, dove il comandante, insieme al capitano della Compagnia, Luigi Scalingi, ha impartito ai fedeli i consigli e le raccomandazioni per non cadere nella rete dei truffatori che prendono di mira gli anziani.
PRIMA USCITA PUBBLICA . Nel suo discorso d’insediamento, martedì scorso, il comandante ha indicato come priorità la necessità di trasformare la sensazione di sicurezza percepita dai cittadini in solida realtà. Niente di meglio, dunque, che partire dagli anziani, sempre più spesso bersaglio di malviventi senza scrupoli che mettono in atto raggiri ancor più odiosi perché perpetrati su una fascia debole della popolazione. Un fenomeno, tra l’altro, che negli anni ha visto lievitare i numeri, nonostante le campagne di sensibilizzazione già svolte in passato dall’Arma, in città e in provincia. Ora l’impegno preventivo si rafforza e, grazie al supporto del vescovo Massimo Camisasca, i vertici dei carabinieri reggiani attuano questa speciale “catechesi” nei luoghi di culto, che costituiscono spesso anche un punto di aggregazione per la terza età.
LA CAMPAGNA . Quello di ieri è stato il primo di una serie di incontri che cercheranno di istruire e rendere più avveduti il maggior numero possibile di anziani, dispensando “dritte” e rispondendo alle loro domande. Il Comando reggiano conta di riuscire a raggiungere, entro fine anno, i fedeli dell’intero territorio provinciale, al fine di contenere gli episodi di truffa. Il comandante ha descritto, ad esempio, quello che è diventato un “classico” dei malviventi: suonano il campanello di casa presentandosi come carabinieri o poliziotti, sostengono di cercare dei ladri e infine chiedono di entrare nella casa della vittima di turno– e una volta messo piede nell’abitazione – hanno gioco facile. «Non aprite ai falsi tecnici della luce o del gas, non aprite a chi si spaccia per forze dell’ordine: non aprite mai, ma soprattutto chiamate il 112 – ha detto durante la lezione il capitano Scalingi – Qui non è questione di gentilezza, ma di ingenuità. Negli ultimi tempi abbiamo registrato un’impennata di imbrogli e furti ai danni di anziani. Chiamateci senza esitazione, anche se avete dubbi: meglio una telefonata in più ai carabinieri per accertare l’identità di chi è alla porta piuttosto che chiamarci dopo, per denunciare ammanchi». —
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