Gazzetta di Reggio

Reggio

l’inizio delle scuole 

Sono quattrocento i bambini reggiani in lista d’attesa per le vaccinazioni

Luciano Salsi
Sono quattrocento i bambini reggiani in lista d’attesa per le vaccinazioni

Reggio Emilia. Volta, direttore del Servizio materno infantile dell’Ausl: «Pochi i no vax, la maggior parte ha esoneri temporanei»

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Quello delle vaccinazioni infantili è quest’anno un problema in più per i genitori. Sui pochissimi che le rifiutano pende ancora la minaccia delle sanzioni previste dalla legge Lorenzin. Molti altri temono che il permissivismo del nuovo governo trasformi i bambini non vaccinati in involontari untori capaci di diffondere il contagio.

Tuttavia sono trascorse due settimane e mezzo dalla riapertura dei nidi e delle scuole materne senza che nella nostra provincia si verificassero gli scontri sociali avvenuti altrove. Tanto meno si prospettano difficoltà nelle scuole elementari riaperte lunedì scorso.

I DATI . Il fatto è che su circa 28mila bambini di età compresa fra il primo e il sesto anno di vita, escludendo i neonati ancora in lista d’attesa risultano essere soltanto quattrocento, all’incirca, i non vaccinati.

Di questi, però, la maggior parte è costituita da quelli che non si possono vaccinare per motivi di salute.

LE PERCENTUALI . «I figli degli irriducibili no vax – riferisce Alessandro Volta, direttore del Servizio materno infantile dell’Ausl di Reggio Emilia – sono l'1,5%. Ci sono poi quelli, poche decine, afflitti da immunodeficienza e gravi patologie che impediscono la vaccinazione. Sono casi noti da tempo e sottoposti a continui controlli affinché non subiscano contagi anche semplicemente da un compagno d’asilo influenzato». Per Volta, «sono molto più numerosi, circa il 4%, i bambini che devono rimandare la vaccinazione perché sottoposti a interventi chirurgici, trasfusioni, terapie cortisoniche ed altre terapie incompatibili con i vaccini. Si tratta di esoneri temporanei che non comportano rischi».

LE SCUOLE . I dirigenti scolastici hanno agito in accordo con le autorità sanitarie per prevenire ogni possibile pericolo e garantire la cosiddetta immunità di gregge. Si è evitato che nella stessa sezione o classe ci fosse più di un bambino non vaccinato. Intanto, però, la situazione è complicata dall’annuncio di provvedimenti governativi e legislativi contrari alla legislazione vigente. «La legge Lorenzin – obietta Volta – non è annullata dal disegno di legge ancora in discussione che va in direzione opposta. In quanto alla circolare del ministro della Salute, Giulia Grillo, che consente l'autocertificazione, nella nostra Regione ha creato solo confusione. È un provvedimento inutile. Disponiamo, infatti, di un'anagrafe vaccinale regionale e provinciale che ci consente di inviare alle scuole elenchi aggiornati dei bambini vaccinati».

D’altra parte nessuno vuole lo scontro con i no vax: «La legge Lorenzin – osserva Volta – prevede che nelle scuole primarie i non vaccinati siano ammessi, ma i genitori siano sanzionati. La Regione, però, non prevede ancora sanzioni. È preferibile agire con la convinzione che con la coercizione. Si deve evitare l'inasprirsi del conflitto sociale innescato dai social network, che produrrebbe solo danni. La situazione nel territorio reggiano è tranquilla. Grazie alla legge Lorenzin siamo oltre l’immunità di gregge. La copertura del vaccino esavalente ha superato il 97%, quella dell’antimorbillo il 95%». —

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google