Gazzetta di Reggio

Reggio

Il 52enne Paolo Fontana, che aveva cercato di accoltellarsi in casa vicino alla madre appena uccisa, è andato fino a Baiso per uccidersi  

L’auto piena di sangue abbandonata sul ponte e il volo mortale nel vuoto dopo il matricidio

Ambra Prati
L’auto piena di sangue abbandonata sul ponte e il volo mortale nel vuoto dopo il matricidio

LA RICOSTRUZIONE BAISOL’inizio di questa tragica storia, lo si è compreso solo in seguito, era in realtà il drammatico epilogo. L’automobilista di passaggio che all’alba di ieri ha segnalato la...

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LA RICOSTRUZIONE

BAISO

L’inizio di questa tragica storia, lo si è compreso solo in seguito, era in realtà il drammatico epilogo.

L’automobilista di passaggio che all’alba di ieri ha segnalato la stranezza di un’auto ferma sul viadotto in località Ponte Secchia non poteva immaginare che la vettura appartenesse a un suicida, lanciatosi da un’altezza di dieci metri dopo una nottata terribile.

Paolo Fontana, 52enne residente a Sassuolo, ha ucciso la madre e, dopo un primo maldestro tentativo di accoltellarsi e dopo aver girovagato per ore, solo al volante e sanguinante, ha scelto quel viadotto per farla finita.



Sono le 5.30 quando la centrale operativa del comando carabinieri riceve una segnalazione da parte di un automobilista di passaggio sulla Sp486, che ha notato una Fiat Bravo di colore nero lasciata con il motore acceso, senza nessuno a bordo, sul lato della carreggiata alla fine del ponte, con il cofano rivolto in direzione Reggio. Sul posto si recano per primi i carabinieri del Nucleo Operativo di Castelnovo Monti, seguiti da quelli di Baiso e Carpineti.

Appena l’alba illumina i dintorni, i militari individuano il corpo senza vita di un uomo, buttatosi nella scarpata sottostante proprio all’altezza della macchina: un volo di dieci metri, fatale.

Il cadavere viene rinvenuto in uno sterrato, tra i sassi del greto, scomposto e posizionato sul lato destro. Sull’auto si trovano gli oggetti personali e il portafoglio, contenente tutti i documenti, del proprietario dell’auto.



Qualcosa non torna. Anzitutto sulla vettura vengono trovate tracce di sangue (sul volante, sul cambio e sulla portiera) non riconducibili a quello che inizialmente pare un semplice suicidio. A insospettire gli inquirenti è la constatazione, effettuata in seguito dal medico legale, che, se il decesso è attribuibile alla traumatica caduta, l’uomo presenta dei tagli di arma bianca all’addome in quel momento inspiegabili. È a questo punto che i militari ipotizzano un fatto più grave: sottolineano al pm di turno la necessità di approfondire il caso recandosi nell’abitazione dell’uomo, a Sassuolo: sono le 7.45 quando i carabinieri entrano, scoprendo la madre Elide Valentini soffocata e sangue ovunque. Mentre i colleghi modenesi accertano l’accaduto, i carabinieri reggiani e gli esperti della scientifica si attardano a Ponte Secchia fino a mezzogiorno, transennando l’area per non compromettere i rilievi. Per consentire in tranquillità i campionamenti e la documentazione dei reperti (la scientifica, tra l’altro, infila in un sacchetto gli oggetti personali del deceduto), il viadotto viene chiuso: prima in entrambi i sensi, poi a senso unico alternato, mandando in tilt il traffico. La macchina viene posta sotto sequestro e la salma di Paolo Fontana, recuperata dalle onoranze funebri di Baiso, viene trasportata all’Istituto Medicina Legale di Modena. —



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