Lo perquisiscono per una indagine della Dda e trovano droga in casa
Vittorio Gombi in aula ha detto di essere solo un consumatore Il pm ha chiesto il carcere il gip ha convalidato l’arresto e ha disposto i domiciliari
POVIGLIO
Erano andati a perquisirlo nell’ambito dell’operazione “Double game”, un’operazione della Squadra Mobile di Bologna coordinata dalla Dda durata quattro anni che martedì è sfociata nell’esecuzione di 18 misure cautelari (di cui 9 in carcere) per gli appartenenti a un sodalizio criminale dedito al traffico di hascish e che aveva base a Milano.
Ma a casa di Vittorio Gombi, 52 anni di Poviglio, gli agenti avevano trovato 8 piantine di marijuana sul balcone e alcune centinaia di grammi di hascisc, nonché denaro. Quindi per lui era scattato l’arresto in flagranza per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Gombi ha alle spalle un paio di precedenti specifici. E ieri mattina, difeso dall’avvocato Liborio Cataliotti, per lui si è svolta l’udienza di convalida dell’arresto. Ha spiegato al giudice Luca Ramponi di essere un consumatore, ma che non voleva spacciare. Ha spiegato la provenienza del denaro che gli è stato sequestrato e ritenuto dagli inquirenti provento di spaccio: ha detto che invece era una disponibilità economica frutto di una eredità (ha perso genitori e zia negli ultimi anni). Il giudice Luca Ramponi ha convalidato l’arresto e ha disposto i domiciliari. Il pubblico ministero Maria Rita Pantani aveva chiesto il carcere. La difesa ha sostenuto che non ci sono elementi sintomatici dell’attività di spaccio. Mentre per quanto riguarda l’indagine della Dda, attende di vedere tutti gli atti.
Si tratta di una inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Francesco Caleca, che è partita dopo un importante sequestro di droga avvenuto a Milano nel 2012 riconducibile a un bolognese. Indagando erano arrivati poi a un veronese, Carlo Dalfini, che lo aveva contattato per ingaggiarlo come skipper per un viaggio di “rifornimento” in Marocco.
Secondo gli inquirenti alla testa del gruppo ci sarebbe Marco Bruno Bernini, milanese di 52 anni.
Il sequestro di droga più ingente è stato eseguito il 2 luglio 2014 a Marina di Pisa, sull’imbarcazione “Cafè del mar” che era ormeggiata in un piccolo molo privato alla foce dell’Arno. Gli investigatori trovarono tre tonnellate di hascisc, nascoste in un vano ricavato accanto al motore. —
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google