Morta col cuore artificiale, rinviata l’autopsia
Necessario un ingegnere biomedico per non falsare gli accertamenti sull’organo e sul macchinario una volta estratti
GUASTALLA
Un nuovo intoppo per la spinosa vicenda – umana e giudiziaria – della 58enne Anna Maria Marastoni, che da due anni viveva con un cuore artificiale e che il 5 settembre scorso è morta in casa all’improvviso.
Ieri, in Procura a Bologna, è stato rinviato il conferimento dell’incarico per l’effettuazione dell’autopsia, perché l’asportazione del cuore con annesso macchinario richiede particolari accorgimenti tecnico-scientifici per la conservazione, da qui la decisione di affiancare al cardiologo e al medico legale anche un ingegnere biomedico, affinché vengano prese le cautele adeguate per svolgere correttamente l’autopsia e non falsare i successivi accertamenti sul cuore e l’apparecchiatura sanitaria.
FUNERALI BLOCCATI
La decisione è stata presa alla presenza del pm Augusto Borghini, dei consulenti e dell’avvocato Mariavittoria Grassi che tutela i famigliari della donna scomparsia (cioè il marito Ercole Falchi e la sorella Monica Marastoni). Il doveroso rinvio dell’autopsia tiene, perciò, ancora bloccati i funerali e la salma (trasferita da Guastalla a Bologna) rimane in una cella frigorifera.
La presentazione – nei giorni scorsi – dell’esposto da parte dei famigliari ha innescato una serie di mosse sul piano giudiziario. Innanzitutto, essendo stato impiantato il dispositivo al Sant’Orsola di Bologna, l’indagine si è incardinata – per competenza territoriale – nella Procura felsinea, e si sono pure concretizzate le prime decisioni, prese dal pm Borghini, che coordina l’inchiesta.
I PRIMI SEQUESTRI
I carabinieri del Nas di Bologna hanno sequestrato le cartelle cliniche al Sant’Orsola, per poi trasferirsi a Guastalla, dove hanno acquisito i macchinari presenti nell’abitazione della donna deceduta per verificarne il funzionamento. Tante le domande che ancora aleggiano. La causa di morte è legata al malfunzionamento dell'apparecchiatura o ad una complicazione cardiaca? I famigliari vogliono chiarezza su quanto accaduto, anche nell’interesse di chi sta vivendo un’esperienza simile.
IL DISPOSITIVO
Al Sant’Orsola di Bologna era stato installato un dispositivo denominato L-Vad di assistenza ventricolare sinistra che fungeva da terapia a lungo termine. Si tratta di una piccola pompa sistemata accanto al cuore, ubicata sotto il ventricolo sinistro, che serve a pompare il sangue nell’aorta. —
T.S.
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