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Pasticcio Provincia, sono candidabili solo 10 sindaci su quarantadue

EVARISTO SPARVIERI
Pasticcio Provincia, sono candidabili solo 10 sindaci su quarantadue

Esclusi i primi cittadini dei Comuni attesi a maggio alle urne Non potrà infatti essere eletto chi è in scadenza nel 2019

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REGGIO EMILIA. Tre quarti dei sindaci reggiani non potrà candidarsi per diventare presidente della Provincia. E le votazioni provinciali del 31 ottobre potrebbero addirittura essere annullate e superate qualora il governo restituisca all’ente la possibilità di un’elezione diretta. È ancora caos per le Province, l’ente di secondo livello che, dopo il superamento introdotto dalla legge Delrio, è rimasto a metà strada rispetto all’originario progetto di abolizione, anche in conseguenza dell’esito dell’ultimo referendum .

IL VOTO. Un complicato sistema di voto ponderato, al quale il 31 ottobre saranno chiamati sindaci e consiglieri di tutti i 42 Comuni reggiani: un esercito ristretto a circa 600 elettori che, tuttavia, si troveranno di fronte ad una scelta decisamente – e forzatamente – limitata. Il motivo? Dei 42 sindaci, soltanto nove attualmente hanno i requisiti per candidarsi al ruolo di presidente, subentrando così a Giammaria Manghi, attualmente sottosegretario in Regione, e alla sua vice, Ilenia Malavasi, che ricopre il ruolo ad interim. Esclusi dalla corsa a Palazzo Allende saranno tutti i primi cittadini dei Comuni che andranno al voto nelle amministrative di maggio 2019, che a Reggio sono in totale 33, compreso il capoluogo.

IL PASTICCIO. Secondo la legge Delrio, infatti, potevano candidarsi a presidente della Provincia i sindaci che avevano davanti a sé almeno 18 mesi di mandato. Una norma cambiata in extremis dal governo: nel Milleproroghe ha stabilito che all’election day del 31 ottobre potranno candidarsi ed essere eletti anche «i sindaci della provincia, il cui mandato scada non prima di 12 mesi dalla data di svolgimento delle elezioni». Una modifica che, di fatto, non cambia la sostanza, dal momento che con le amministrative previste nel maggio successivo restano candidabili solo quei sindaci eletti dal 2015 in poi. A Reggio i nomi in ballo sono 10, in scadenza fra il 2020 e il 2023: Elena Benassi di Brescello, Germano Artioli di Campegine, Luca Bolondi di Canossa, Stefano Costi di Casina, Giorgio Zannidi Castellarano, Francesco Monica di Castelnovo Sotto, Andrea Costa di Luzzara, Paolo Fuccio di San Martino in Rio, Franco Palù di San Polo e Antonio Manari di Ventasso.

IL REBUS. Le liste dovranno essere presentate entro il 10 ottobre. Ma la questione è destinata a tenere banco anche dopo il giorno del voto. Non solo per possibili mal di pancia degli esclusi. Ma anche perché, dopo le amministrative di maggio, molti Comuni al voto potrebbero cambiare colore politico rispetto all’attuale predominio Pd, restituendo così un assetto rispetto al quale la Provincia da poco eletta risulterebbe superata. A meno dell’introduzione di una nuova (ventilata) elezione diretta, segnando un’ulteriore tappa in quel pasticciaccio dell’abolizione fallita. —

EVARISTO SPARVIERI. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

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