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contraffazione agroalimentare 

Prosciutti italiani con maiali danesi, indaga anche Reggio Emilia

E.SPA.
Prosciutti italiani con maiali danesi, indaga anche Reggio Emilia

La procura di Torino trasmette gli atti dell’inchiesta Duecento nel mirino per frode sui prodotti Igp e Dop

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REGGIO EMILIA. Sarebbero stati trasmessi anche a Reggio Emilia, per ragioni di competenza territoriale, gli atti relativi all’inchiesta sui prodotti Dop confezionati – in violazione del disciplinare – con maiali fecondati con il seme di suini danesi.

Un’inchiesta condotta a Torino dal pm, Vincenzo Pacileo, che ha chiuso le indagini preliminari nei confronti di 22 allevatori (più otto aziende in qualità di persone giuridiche) ipotizzando, fra l’altro, l’associazione per delinquere finalizzata alla frode in commercio e alla contraffazione di indicazioni geografiche e denominazione di origine dei prodotti agroalimentari.

Gli indagati totali, tuttavia, sono più di duecento. Ed è per questo che gli atti dell’indagine sono stati girati a numerose procure del Nord-Italia, da Vercelli a Mantova, fino a Lodi, Brescia e Pordenone. Fra queste anche Cuneo e Reggio, province dove si sarebbe verificato il maggior numero di casi.

Al centro dell’indagine, nella ricostruzione della Procura torinese, un’azienda che produceva seme della “Duroc Danese”, razza suina che con la Large White Danese è considerata più performante «in termini di rapidità di accrescimento ponderale». I semi venivano preparati in un laboratorio clandestino, privo di requisiti.

Di lì ceduti a diverse aziende agricole e a una rete di allevatori del circuito Dop, in Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli ed Emilia: cessioni che per la Procura sarebbero avvenuti anche in nero o attraverso false fatture.

Secondo l’indagine la crescita dei suini era tale da costringere gli allevatori a tatuarli con una data di nascita di uno o due mesi anteriore rispetto alla reale, con false indicazioni di discendenza genetica.

 Fra le parti offese, che in caso di processo possono chiedere di costituirsi parte civile, il ministero delle Politiche agricole, i consorzi del Prosciutto di Parma, del Prosciutto di San Daniele e di tutela e promozione del Crudo di Cuneo, oltre all’Asso-Consum. —

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