Uccide la madre in camera da letto e si toglie la vita nel fiume Secchia
Il 52enne Paolo Fontana ha soffocato Elide Valentini Ferito, ha guidato fino a Baiso per poi lanciarsi da un ponte
L’ha sorpresa in camera da letto e l’ha uccisa, soffocandola. Poi ha tentato di togliersi la vita in casa, procurandosi diverse ferite, ma non è riuscito subito nell’intento di un estremo gesto autolesionistico e così ha acceso la sua auto, ha guidato fino al ponte di Ponte Secchia (Baiso), ha accostato mettendo le quattro frecce e si è lanciato nel vuoto. È il drammatico epilogo che ha portato alla morte dell’85enne Elide Valentini, storica cartolaia di Sassuolo, e del figlio Paolo Fontana, 52 anni, chimico della EmilCeramica. L’omicidio si è consumato nella notte tra mercoledì e ieri nella loro abitazione di viale Vivaldi 11, a Sassuolo, nel quartiere Rometta a pochi passi dal tiro a segno.
Lì la famiglia Fontana viveva da decenni e lì si sono consumati tragici episodi che hanno evidentemente minato la stabilità di Paolo.
L’allarme è scattato intorno alle 5.30 quando un automobilista ha segnalato ai carabinieri reggiani una vettura con le quattro frecce sul viadotto di Ponte Secchia. Nell’auto i militari trovano numerose tracce di sangue, controllano i documenti del mezzo e allertano i colleghi di Sassuolo. Che a loro volta, poco dopo le 7 (proprio mentre sotto il ponte viene trovato un cadavere), arrivano in via Vivaldi. Devono verificare la situazione, ma Elide Valentini non risponde al citofono e neppure il figlio. Gli investigatori entrano e fanno la macabra scoperta. In camera da letto trovano l’anziana senza vita. Il sospetto di un omicidio-suicidio prende forma. Ma serve cautela.
Al primo piano della palazzina di via Vivaldi ci sono evidenti tracce di sangue e diventa necessario far intervenire la Scientifica che collaborerà con i carabinieri della compagnia di Sassuolo e del nucleo operativo di Modena. I rilievi durano ore e soltanto all’ora di pranzo la salma viene recuperata dall’agenzia funebre De Carlo.
Nel frattempo i carabinieri sassolesi e reggiani si tengono in contatto. Uniscono i vari pezzi del puzzle fino a quando arriva l’ultima certezza: l’uomo trovato senza vita sotto il cavalcavia di Baiso è proprio Paolo Fontana: non vi sono più dubbi che la tesi iniziale abbia trovato tutti i riscontri. La famiglia Fontana è ormai distrutta a causa del crollo psicologico di colui che per anni l’aveva tenuta unita, nonostante le difficoltà. Perché Paolo, che non si era mai sposato, aveva dovuto convivere con le vicende di un fratello con diversi problemi di dipendenze e salute, tanto che ora si trova ricoverato in una clinica specializzata. E poi c’erano i due genitori anziani, a cui aveva affiancato una badante quantomeno nelle ore del giorno per poter alleviare un po’ il suo impegno mentre si trovava al lavoro. Badante che viene subito esclusa dal circolo dei potenziali sospettati visto che non dorme in via Vivaldi e ieri mattina si è presentata regolarmente al lavoro, dimostrando stupore e amarezza per quanto avvenuto nel corso della nottata.
I carabinieri portano via dall’abitazione diversi reperti. Andranno analizzati per verificare se le tracce ematiche siano riferibili soltanto a Paolo Fontana, un’accortezza necessaria in delitti così cruenti. Saranno poi gli esperti della Medicina legale a dover sancire la causa della morte (e l’orario in cui è avvenuta) di Elide Valentini. Solo in quel momento sarà possibile celebrare i funerali di una donna che i vicini ricordano come persona mite e grande lavoratrice ai tempi del bar e della cartoleria di via Frescobaldi, all’angolo con via Respighi. —
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