Gazzetta di Reggio

Reggio

una lunga esistenza 

Dalla laurea a Parma all’elezione a deputato come seguace di Nenni

Non solo quattro legislature ma anche due anni al Csm poi il ritorno alla professione e il terribile incidente nel ’98 quando l’investì una moto

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REGGIO EMILIA

Dino Felisetti: un avvocato in Parlamento, come lui ama definirsi.

È nato a Modena il 23 settembre 1919. Il padre (Felice Felisetti) era un trovatello: i frati cappuccini di Modena salvarono la vita al neonato nel 1884, l’allevarono in convento per dieci anni e poi gli permisero d’imparare il mestiere di casaro, da qui il trasferimento nel Reggiano (a Fellegara). Il 15enne Dino – siamo nel 1934 – è già orfano di madre, morta giovanissima. In famiglia è lui il predestinato agli studi e si diploma al liceo classico Ariosto di Reggio Emilia. Poi la laurea in giurisprudenza all’Università di Parma nel 1947. Due anni dopo diventa avvocato e da quel 20 maggio 1949 è ininterrottamente iscritto all’Ordine degli avvocati. Farà strada come penalista. Ma ha anche la politica nel sangue. Il Partito socialista sarà la sua casa (nel 1965 diventerà segretario provinciale). Nel 1956 è tra i fondatori della corrente autonomista nenniana. Ricopre diversi incarichi: consigliere comunale a San Polo, consigliere provinciale e comunale a Reggio Emilia, negli anni Sessanta è assessore all’urbanistica e vicesindaco sempre a Reggio Emilia.

Partecipa per la prima volta alle elezioni politiche del 1968, risultando primo dei non eletti .

Diventa deputato nel 1972: un vero e proprio trampolino di lancio per il socialista reggiano, allora 53enne, che verrà riconfermato poi altre tre volte (nelle elezioni politiche del 1976, 1979 e 1983). Quattro legislature, ma anche dal 1988 al 1990 membro del Consiglio superiore della magistratura (Csm). Pubblica nel 1996 il libro “Un avvocato in Parlamento. Processi penali parlamentari costituzionali” (ristampato nel 2016 dalle Edizioni Diabasis). Nel novembre 1998 Felisetti viene investito da una moto mentre stava rincasando e riporta gravi ferite: operato d’urgenza, gli salva la vita – al Santa Maria Nuova – il chirurgo Roberto Prati. Riprenderà l’attività forense nel 1999 e sino a tre anni fa lo potevi trovare nello studio legale di Galleria Cavour in cui svolgono la professione anche la figlia Simona e la nipote Paola Pignagnoli.

I problemi alle gambe – conseguenza di una caduta accidentale – ora lo costringono in casa. Il diritto e la politica rimangono al centro dei suoi interessi. —

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