La pala d’altare estense dopo il restauro torna in Collegiata
San Martino in io, l’opera è attribuita al pittore seicentesco Cittadini Sarà ricollocata nella nicchia d’origine dietro all’altare
SAN MARTINO IN RIO.Nella chiesa parrocchiale “Collegiata” è stata svelata, venerdì sera, la pala estense dell’omonima cappella, dopo un lungo e accurato restauro. L'opera attribuita a Francesco Cittadini, pittore seicentesco è stata illustrata da monsignor Tiziano Ghirelli, responsabile dei Beni culturali della Diocesi, che, attraverso la descrizione dei personaggi ha spiegato il significato religioso della tela. Al termine ha letto una preghiera in latino e due passi del Vangelo secondo Luca e Marco dove Gesù parla dei “puri di cuore”.
L'architetto Mauro Severi, autore del libro “La Collegiata di San Martino in Rio e la facciata del Piermarini. Storie di uomini”, ha parlato del periodo storico in cui regnavano gli Estensi. Le restauratrici Roberta Notari e Cristina Lusvardi, con l'ausilio di alcune slide hanno invece raccontato le fasi del lungo e difficile restauro sia della cornice lignea che della tela che presentava diversi rattoppi dovuti a tagli probabilmente causati da urti e ammaccature.
La tela commissionata dagli Este San Martino per la loro cappella dopo il 1636 rappresenta i santi Francesco e Antonio da Padova in adorazione della immagine della Madonna della Rovere. L’impianto pittorico riproduce l’interno di una cappella con altare riccamente decorato e sullo sfondo tra lesene scanalate un altro quadro con santi. Il paliotto dell’altare riporta, tra girali dorati, lo stemma estense di San Martino. Due angeli in volo reggono una ghirlanda di fiori con al centro la piccola immagine mariana. Alla base tra i due santi in preghiera due angeli reggono uno una croce e uno un libro, simboli di san Francesco. Ai piedi del santo un teschio di particolare intensità ricorda il destino del corpo umano.
Il restauro permette di confermare l’attribuzione dell’opera a Cittadini con la collaborazione del fratello Carlo. La tela è racchiusa in una importante cornice dorata con incise a bulino aquile imperiali ed elementi a rilievo aggiunti nel secolo XVIII. Verrà ricollocata nella nicchia d'origine della Collegiata che però resta in parte “coperta” dell’altare situato nella cappella. —
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