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Nel 2014 la proprietà aveva affidato uno studio all’ingegner Curli Obiettivo creare una sorta di direzionale con negozi, uffici e altri servizi 

Si riaccendono le luci sull’ex falegnameria Marzi tra le vie Chiesi e Turri

AM.P.
Si riaccendono le luci sull’ex falegnameria Marzi tra le vie Chiesi e Turri

EDILIZIA STORICA«Sull’ex falegnameria Marzi abbiamo riattivato il percorso di conoscenza con i soggetti interessati e, alla luce del nuovo comando che senza dubbio impatterà in maniera importante...

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EDILIZIA STORICA

«Sull’ex falegnameria Marzi abbiamo riattivato il percorso di conoscenza con i soggetti interessati e, alla luce del nuovo comando che senza dubbio impatterà in maniera importante sulla zona, ci auguriamo che il progetto di riqualificazione possa andare a buon fine».

L’ingegner Stefano Curli, dell’omonimo studio di architettura, annuncia che il piano che dovrebbe trasformare l’ex falegnameria Marzi in una sorta di direzionale è tornato d’attualità e sulla piazza, dopo quattro anni di bocce ferme.

Nel 2014 la proprietà aveva affidato al professionista uno studio per riportare a nuova vita i resti della storica falegnameria, situata all’angolo tra via Chiesi (una delle laterali di via Turri, raggiungibile a piedi da viale IV Novembre) e via Emilia Ospizio: un’area di vasta estensione – oltre duemila metri quadrati – che oltre all’ex stabilimento comprende l’abitazione della famiglia Marzi, una villa risalente alla prima metà del Novecento.

Un autentico pezzo di archeologia industriale, dove gli architetti hanno ipotizzato, secondo un criterio conservativo e rispettoso della memoria del luogo, il sorgere di un complesso post industriale a destinazione prevalentemente non residenziale: al piano terra di quello che era il cuore dello stabilimento in muratura una destinazione commerciale, al piano superiore uffici, studi professionali e altri servizi. Il progetto era già sul tavolo, ma in questi anni è andato in stand-by anche perché rientrava tra le possibili location in lizza per il nuovo comando di polizia municipale. Ora che quest’ultimo è sbloccato e si farà altrove, l’ex Marzi torna sul mercato.

«Non c’è ancora un accordo con un privato, gli interlocutori sono rimasti quelli iniziali: due soggetti, uno locale e uno operante nel territorio locale ma con sede legale fuori regione, con i quali abbiamo ripreso il dialogo, non escludendo altri interlocutori – afferma Curli –. Da sottolineare che siamo in fase di pre-cantieramento, ma il progetto è a tutti gli effetti approvato dal Comune: è un titolo edilizio vigente e in ogni momento può essere corretto dall’utilizzatore finale. Un progetto pronto per andare in porto, con rifiniture di pregio e una serie di caratteristiche di prim’ordine: sia per la posizione sia per la tipologia di intervento, finalizzato a preservare l’edilizia industriale storica, per di più con un indice di fabbricazione oggi impensabile». —

AM.P.

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