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Anche il giovane Alessandro tra i laureati ad honorem

Andrea Vaccari
Anche il giovane Alessandro tra i laureati ad honorem

Il 15esimo martire di guerra che riceverà il titolo il 31 ottobre. Morì nel 1917 Era cappellano militare in un ospedaletto da campo quando si ammalò

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Un altro reggiano riceverà la laurea postuma ad honorem il 31 ottobre all’ateneo di Bologna, nell’iniziativa dedicata agli studenti universitari morti al fronte nella Prima guerra mondiale. È Alessandro Spadoni, nato il 19 ottobre 1889 a Scandiano: al momento della sua morte, il 25 settembre 1917 nell’ospedaletto da campo di Bergogna, frazione di Caporetto, frequentava il quarto anno di Scienze matematiche, fisiche e naturali.

Spadoni è il 15° studente i cui discendenti riceveranno in sua memoria la laurea. Inizialmente non era stato inserito nell’elenco ma grazie alle ricerche dello scandianese Marco Montipò l’ateneo è riuscito ad avere tutta la documentazione necessaria. A ritirare la laurea sarà il suo discendente Giovanni Spadoni.

Lo stesso Montipò ha curato un volume su Scandiano e la Grande guerra, nel quale si racconta la storia di Spadoni, definito “L’angelo italiano”. Spadoni era considerato una “promessa del clero reggiano”, e spinto da una forte fede religiosa a 12 anni entrò nel seminario di Marola. Si diplomò al liceo “Spallanzani” e s’iscrisse all’università nel novembre 1912. Il 9 agosto 1914 divenne sacerdote e nel maggio dell’anno successivo venne chiamato sotto le armi. Partì come cappellano militare per l’ ospedale da campo 29.

Ma il rischio di contagio tra gli ammalati era molto elevato e l’11 settembre 1917 il giovane sacerdote si sentì male. Venne ricoverato e morì un paio di settimane dopo. Le popolazioni dove prestava servizio, slavi in questo caso, lo chiamavano “l’angelo italiano”. —



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