«Don Ercole molto provato È stimato, varie cose da capire»
Subito in moto i difensori in vista degli imminenti interrogatori di garanzia: la lettura degli atti d’indagine e gli incontri con i due indagati
REGGIO EMILIA
Già lunedì pomeriggio, cioè poche ore dopo l’arresto, don Ercole Artoni ha ricevuto nell’abitazione di Castelnovo Sotto la visita dei suoi due difensori.
Un momento delicatissimo per il sacerdote agli arresti domiciliari per le minacce di morte a Cristina Beretti, presidente del nostro tribunale. E la situazione è ben spiegata dai due legali.
UN UOMO MOLTO PROVATO
«Mi riservo di esaminare gli atti in vista dell’interrogatorio – dice l’avvocato Lalla Gherpelli – comunque posso aggiungere dopo l’incontro avuto che siamo di fronte ad un uomo molto provato per l’età. Siamo esterrefatti per le accuse e i fatti che gli contestano».
TANTE COSE DA CAPIRE
Le fa eco la collega Francesca Corsi: «È una vicenda terribile che colpisce il presidente del nostro tribunale, un magistrato come Cristina Beretti che è particolarmente stimata a Reggio Emilia, in special modo da noi avvocati. Un fatto da brividi. Con altrettanta forza però dico che non si può cancellare quale persona sia don Ercole Artoni, non solo come religioso, che ha sempre avuto attorno a sè stima ed affetto. Ora gli vengono addebitate vicende gravi con modalità che non gli appartengono, quindi bisogna capire e andare a fondo. È percepibile come sia colpito da una serie di patologie e anche questo aspetto mi induce a riflettere».
RUFFINI AVEVA GIÀ CHIARITO
Sull’altro fronte, l’avvocato Nino Ruffini che difende il commerciante 74enne controbatte alle imputazioni con piglio deciso: «Il mio assistito ha già chiarito ampiamente la propria posizione davanti al giudice Angela Baraldi nel corso della vicenda precedente. Chiarimenti tali che, per le contestazioni di ordine penale mosse, il giudice l’aveva poi scarcerato. Il presupposto di pericolosità sociale legato all’evasione fiscale non esiste, perché Ruffini non ha mai subìto condanne penali per reati tributari, anzi risulta assolto proprio dal giudice Cristina Beretti nell’unico processo per reati fiscali affrontato: il 25 maggio 2015 è stato assolto perché il fatto non sussiste. Ha un unico precedente penale per guida senza patente e datato nel tempo».
ALTRO BRACcIO DI FERRO
« Infine – aggiunge l’avvocato difensore – Ruffini ha subìto un accertamento fiscale da cui è stato assolto nel 2013 dalla Commissione tributaria di Reggio Emilia, ma che l’Agenzia delle Entrate ha impugnato ottenendo la riforma della sentenza assolutoria nel 2017. A quel punto la nostra impugnazione ha portato la vicenda in Cassazione e il procedimento è ancora in corso».
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google