Reggio Emilia, bando periferie: il sindaco annuncia «un’azione legale contro il governo»
Vecchi sullo stop ai fondi: «Ridare quei soldi ai cittadini». Spadoni (M5s): «Ci saranno, lui mostri le fatture della casa»
REGGIO EMILIA. «I progetti di Santa Croce finanziati con il Bando delle periferie sono rimasti senza soldi. Al pari di molte altre città in Italia, Reggio ha deciso di avviare le procedure per un’azione legale. Quei 18 milioni devono essere restituiti ai cittadini dello storico quartiere di Santa Croce. Noi ci batteremo per questo in ogni sede, al fianco dell’Anci, che ha interrotto il tavolo delle trattative con l’esecutivo».
Il sindaco Luca Vecchi annuncia battaglia, seguito a ruota dall’assessore al Bilancio, Daniele Marchi. E il tortuoso iter dei fondi previsti nel bando per le periferie riaccende un nuovo scontro politico fra Pd, Lega e M5s, con il Comune pronto ad avviare azioni legali contro il governo Conte.
L’abbattimento del muro di viale Ramazzini, la riqualificazione di via Veneri, via Talami e via Flavio Gioia. E poi il progetto di recupero del capannone 15 nelle ex Reggiane. Sono questi, secondo l’amministrazione, i progetti rimasti senza finanziamento, per una cifra complessiva pari a circa 18 milioni. La comunicazione è stata inoltrata attraverso una Pec dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, a seguito del recepimento del decreto “Milleproproghe”: una mail inviata al dirigente Massimo Magnani, che ha riacceso immediatamente la bagarre.
«I progetti di Santa Croce finanziati con il Bando delle periferie sono rimasti senza soldi – attacca il sindaco Vecchi – Dimostra come, a tutt’oggi, le promesse del premier Conte non abbiano trovato alcun riferimento nella realtà. A questo punto va detto: il governo cancella le opere».
Per il sindaco, «quanto agli onorevoli reggiani, primi fra tutti Vinci e Spadoni, che hanno votato perché quei fondi venissero tolti a Reggio, un consiglio: il tempo della propaganda è finito. Aver votato come primo atto un documento che sottrae alla nostra città risorse così importanti rende i loro proclami e le loro parole a favore della città privi di senso».
Parole alle quali fanno immediatamente seguito anche quelle dell’assessore al Bilancio Marchi, che oggi sarà a Roma al fianco dell’Anci, «per coordinare le azioni legali con gli altri Comuni italiani»: «Fatto oltremodo grave e paradossale per cittadini, imprese e amministrazione, è che lo stop ricada, come da noi rimarcato fra l’altro nel corso del Consiglio comunale, anche sulle opere reggiane per le quali è già stato approvato il progetto esecutivo, i cui lavori erano quindi avviati alla fase di appalto. Tutti i nostri progetti esecutivi infatti sono stati approvati entro i primi giorni dell’agosto scorso».
Secondo Marchi, «tale decisione del governo giallo-verde, per altro, smentisce categoricamente il consigliere comunale 5 Stelle, Norberto Vaccari, che nel corso dello stesso Consiglio aveva affermato il contrario, cercando forse di mettere un fragilissimo e illusorio argine a un’iniziativa del suo governo che nuoce gravemente alle comunità locali e alle aree urbane bisognose di riqualificazione».
Da Lega e M5s, tuttavia, non ci stanno ad incassare senza rispondere. E se dal M5s la vicepresidente della Camera, Maria Edera Spadoni, sposta l’asse della polemica contrattaccando Vecchi, dalla Lega rivendicano con orgoglio lo stop ai fondi, utilizzati secondo il Carroccio per scopi diversi dalla riqualificazione di una periferia.
«Viste le tesi del Pd reggiano, che accusa il Governo di aver revocato 18 milioni a Reggio al Quartiere Santa Croce con il voto favorevole dei parlamentari reggiani di Lega e M5S, voglio precisare il pieno appoggio a questa lodevole iniziativa del Governo – afferma Vinci –. Era infatti mia ferma intenzione chiedere di bloccare quei soldi pubblici che dovevano essere utilizzati per le periferie disagiate mentre il Pd reggiano voleva utilizzarli per i capannoni vuoti delle ex Reggiane».
Per Vinci, è «ridicolo, per non dire di peggio: a Reggio ritenevano fosse meglio investire sul ristrutturare capannoni». I fondi, invece, secondo il leghista sarebbero stati confermati a Modena, «perché il progetto riguardava veramente le periferie».
Di tutt’altro tenore invece, le parole della vicepresidente della Camera, Maria Edera Spadoni, che scrive un tweet al veleno contro il sindaco: «Vecchi i soldi del bando per Santa Croce, arriveranno. I reggiani quando potranno vedere le fatture e i pagamenti per il completamento della tua casa acquistata dall’imputato del processo #Aemilia Macrì?».
Un tweet al quale risponde l’assessore all’Agenda digitale, Valeria Montanari, protagonista anche su Facebook di un’altra vivace querelle con i 5 Stelle: «Onorevole, #reggioemilia si aspetta una risposta su quei 18 milioni che avete tolto ai cittadini. Sulla casa del sindaco, casomai se la fosse persa, la risposta l’ha data il pm antimafia», scrive Montanari, ricordando le parole di Marco Mescolini nella requisitoria di Aemilia, in cui il magistrato ha ricostruito i tentativi della cosca di screditare Vecchi e sua moglie.
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