Rubiera: abbattuta la storica quercia di via Melato, ma il legno sarà recuperato
La pianta di via Melato quest’anno non ha superato i test di sicurezza. Il sindaco: «Scultori e artigiani utilizzino le parti sane»
RUBIERA. Ci sarà vita anche dopo l’abbattimento per la storica quercia di via Melato nella zona sportiva di Rubiera. Un albero ben noto agli abitanti della zona ormai però lesionato e a rischio stabilità, in particolare in caso di tempeste e forti folate di vento, che ieri mattina è stato rimosso da tecnici specializzati. Un intervento che ha richiesto l’intera giornata e che ha comportato anche alcune modifiche temporanee al traffico attorno a via Melato.
La pianta è stata abbattuta ma una sua parte potrebbe essere utilizzata per opere d’arte assortite. Quantomeno, il Comune la metterà a disposizione delle persone interessate in questo senso: «Sono passato dal cantiere e ho chiesto alla ditta di tenere da parte il legname più interessante.
La base no, purtroppo è marcia. Ma sicuramente ci sono tante altre parti che potrebbero essere utili a qualche scultore o artigiano», annuncia il sindaco rubierese Emanuele Cavallaro. E spiega, rivolgendosi ai propri cittadini e non solo: «Se siete interessati, scrivetemi. Anche questo sarebbe un modo di ringraziare la quercia e quello che, in tutti questi anni, ha saputo donarci».
L’albero in questione era piuttosto massiccio e, pure togliendo la parte vicino alla base, quella più ampia, potrebbe fornire materia prima per qualche arredo o qualche scultura, da realizzare lavorando quanto rimasto dopo le operazioni di rimozione completate in via Melato.
La pianta, a ogni modo, doveva essere tolta, «perché purtroppo diventata pericolosa e, purtroppo, irrecuperabile anche secondo i test più sofisticati – dalla tomografia ai sensori di movimento. Dal 2014, ogni anno, è stato condotto un test, avvalendosi di uno studio specializzato, per controllare la stabilità della grande quercia di via Melato.
Quest’anno, nonostante le “cure” l’albero non ha superato l’esame: le lesioni non consentono di garantire la stabilità di sicurezza. È diventato pericoloso, soprattutto in caso di vento forte », sottolinea sempre Cavallaro. Nel frattempo, l’annuncio ha generato una pioggia di nostalgia da parte dei rubieresi, cresciuti con la quercia sempre presente nella zona del campo da calcio.
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