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Unindustria: «Il lavoro c’è ma manca chi sa svolgerlo»

Unindustria: «Il lavoro c’è ma manca chi sa svolgerlo»

Presentati ieri i dati del secondo trimestre del comparto della metalmeccanica Nonostante una crescita della produzione «vi è carenza di figure specializzate»

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reggio emilia

«Il lavoro c’è, ma trovare le giuste figure specializzate per svolgerlo è una spina nel fianco delle aziende reggiane». È uno dei fenomeni segnalati ieri da Unindustria Reggio Emilia, nella seconda edizione dell’iniziativa “i giorni della metalmeccanica”. Nell’ambito di un progetto nazionale lanciato da Federmeccanica, infatti, ogni tre mesi viene fatto il punto sull’andamento del comparto – che a Reggio comprende 420 aziende e 26.500 addetti – e messi in risalto pubblico i sei punti del manifesto «più impresa», tra cui quello della formazione, molto avvertito dagli imprenditori.

Il secondo trimestre

In dettaglio, i consuntivi del secondo trimestre di quest’anno registrano per le imprese metalmeccaniche una fase di moderata espansione, seppure prevista in rallentamento nei prossimi mesi. Fatto sta che la produzione è cresciuta del 2,5% rispetto allo stesso periodo del 2017 e l’export, a cui è destinato il 62% dei beni “made in Reggio”, è aumentato dall’inizio dell’anno di quasi il 9%.

Una dinamica che, nei primi sei mesi del 2018, ha avuto effetti positivi anche sull’occupazione. I lavoratori metalmeccanici – da una ricerca di Unindustria su un campione di 140 imprese locali – sono infatti saliti di quasi il 4% rispetto allo stesso periodo del 2017. «Ma nonostante oggi abbiamo buone opportunità di lavoro per personale altamente qualificato le nostre imprese faticano a trovare questi profili», ha spiegato Claudio Lodi, presidente della Scuola per la gestione d’impresa di Unindustria e fondatore dell’Ente di formazione Its Maker.

«Lo conferma – ha aggiunto – anche la nostra indagine interna secondo cui il 48% delle aziende metalmeccaniche ha difficoltà a reperire personale, sia con competenze avanzate, sia con competenze tecniche tradizionali».

carenza di personale

A mancare, come evidenzia un’analisi sul sistema informativo Excelsior di Unioncamere, non è dunque il lavoro. Nel prossimo trimestre i flussi occupazionali stimati nelle imprese reggiane corrispondono a 1.920 nuovi contratti, di cui 1.240 riservati a figure con una formazione tecnica. E tuttavia il 38% dei nuovi rapporti di lavoro offerti dalle imprese (cioè 710 posizioni) risultano difficili da reperire.

le posizioni introvabili

I più introvabili sono i laureati in ingegneria meccatronica, seguiti dai periti meccanici, quelli elettronici e i possessori di una qualifica professionale in ambito meccanico. Ecco perché, «se si vuole affrontare in profondità il tema dell’occupazione giovanile – ha ribadito Unindustria – bisogna lavorare su un’offerta formativa e su un orientamento strutturato, che parta dalla definizione delle competenze necessarie, per arrivare alle scuole che preparano a questi mestieri e alla rosa di imprese possibili per svolgerli».

Un po’ quello che fa la fondazione Its Maker - a giorni è previsto un open day di presentazione a Reggio Emilia – che quest’anno inaugura il suo nuovo corso in tecnico superiore». —

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