Gazzetta di Reggio

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Novellara 

I lavoratori della “Millefiori” domani scendono in piazza

ROBERTO FONTANILI

Cgil e Cisl: «Il Comune ora vuole applicare il contratto della sanità privata peggiorativo rispetto a quello del settore pubblico in vigore nelle aziende speciali» 

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NOVELLARA

«In ballo non c’è solo il differente trattamento rispetto allo stipendio di lavoratori che svolgono le stesse mansioni, ma la qualità del servizio e la continuità assistenziale delle persone anziane. Per questo domani ci rivolgeremo anche ai cittadini e ai parenti delle persone assistite perché appoggino la nostra protesta». A spiegare le ragioni dello sciopero proclamato dai lavoratori della Millefiori per l’intera giornata di domani con partenza alle 10.30 di fronte al municipio di Novellara (fermo restando che i servizi minimi essenziali saranno garantiti), sono stati ieri i sindacati della Funzione Pubblica di Cgil e Cisl che chiedono l’applicazione del contratto per gli enti locali e non quello della sanità privata. Scelta invece che intende fare il Comune di Novellara in attesa della nascita di Asp 2020 (l’azienda che gestirà i servizi per gli anziani di tutti i comuni della Bassa reggiana).

Per i sindacati il nodo della vicenda che da tempo oppone il Comune di Novellara e i lavoratori della Millefiori (che oggi si occupano dei due centri diurni, della casa protetta e del servizio domiciliare) «non è rappresentato solo dai circa mille euro di differenza di salario, ma il rischio è che si vada a uno spezzettamento del welfare». Come hanno spiegato Maurizio Frigeri ed Elena Ferrari della Cgil e Fabio Bertoia e Cristian Villani della Cisl «il timore è la creazione di un precedente in vista della nascita di Asp 2020, introducendo un inquadramento privato». Una soluzione, dicono i sindacati, «giudicata da tutti i lavoratori inaccettabile, anche perché anche a Cavriago, in montagna e nelle altre province vicine nelle aziende speciali è applicato il contratto del settore pubblico».

Se poi si aggiunge che il contratto per la sanità privata che il Comune ha già iniziato ad applicare dal 15 settembre con le ultime assunzioni di lavoratori interinali è scaduto da oltre 13 anni, la protesta per i sindacati non poteva che sfociare nello sciopero. Ai lavoratori, hanno sottolineato i sindacati, «non è mai arrivata nessuna apertura dal Comune, anche se Novellara ha condiviso con tutti gli altri Comuni dell’Unione Bassa reggiana il percorso per la costituzione dell’Asp 2020, con la garanzia dell’ applicazione del contratto nazionale della funzione pubblica a tutti». Per Cgil e Cisl «la retromarcia del Comune è inspiegabile e siamo di fronte a una scelta politica lesiva dei diritti dei lavoratori. Ci rivolgiamo al nuovo presidente dell’Unione dei Comuni della Bassa Camilla Verona e al futuro presidente della Provincia affinché si impegnino a garantire uniformità di trattamento ai lavoratori e stessa qualità dei servizi». —

ROBERTO FONTANILI

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