Gazzetta di Reggio

Reggio

CERIMONIA IN TRIBUNALE 

Il procuratore Mescolini lancia una nuova sfida

Ambra Prati
Il procuratore Mescolini lancia una nuova sfida

Il pm del maxiprocesso Aemilia si è insediato ieri a capo della procura reggiana Il magistrato: «Spero che questo incarico sia buono per Reggio e per me»

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REGGIO EMILIA

Si è respirata un’aria inusuale, in una piccola città come Reggio, nella mattinata di insediamento del dottor Marco Mescolini a capo della procura di Reggio. È stata una cerimonia diversa, rispetto a quella celere e quasi informale che aveva incoronato Cristina Beretti presidente del tribunale, con ospiti di carattere regionale e nazionale.

Nel firmare l’atto di incarico ufficiale (preceduto da Isabella Chiesi, reggente della procura per un anno e tre mesi dopo il pensionamento di Giorgio Grandinetti, ieri presente), il nuovo procuratore generale della procura nostrana ha definito il compito «la mia sfida».



«Non ho mai visto una cerimonia di categoria così partecipata», ha osservato en passant il procuratore generale della Corte d’Appello Ignazio de Francisci. L’aula d’Assise, al primo piano del tribunale di Reggio, è stata davvero affollata. L’aria “regionale” è stata dovuta al fatto che il Csm uscente ha nominato oltre mille nuovi dirigenti, cambiando volto alla scacchiera delle guide delle procure dalla Romagna all’Emilia. Molti di questi nuovi procuratori o sostituti Mescolini ha avuto modo di conoscerli nel corso della sua esperienza precedente alla Dda e prima del 2010: ecco quindi che i numerosi ringraziamenti, nel suo discorso informale a braccio, sono stati indirizzati ad esempio a Giorgio La Guardia (ex procuratore di Piacenza, poi di Parma, ai tempi dei primi passi di Mescolini), a Lucia Russo (pm di Parma, che ha lavorato per un decennio a Reggio e che ora arriverà a Bologna come sostituto), al neo procuratore di Parma Alfonso d’Avino, Alberto Candi (dell’avvocatura generale dello Stato), il procuratore di Rimini Elisabetta Menotti, Silvia Marzocchi della Procura del Tribunale dei Minorenni di Bologna.

E ovviamente alla partner in Aemilia, Beatrice Ronchi, pm della Dda, «che ha diviso con me tre anni di stress, cementando un rapporto non solo professionale del quale vado fiero», le ha reso onore Mescolini.



Sul respiro ampio, basterà citare gli interventi, partendo da quelli dei componenti del Csm Massimo Forniciti (ex gip/gup a Catanzaro e Crotone), Paola Balducci e Piergiorgio Morosini. «Conosco Mescolini dal 2006 e mi ha sempre colpito la sua capacità di dialogo – ha detto Morosini –. La sua scelta, che si attaglia a questo momento storico, è involontariamente ma inevitabilmente simbolica».

«Aemilia va letta in positivo, perché ha portato all’attenzione di un territorio sano il tema della criminalità organizzata e Mescolini ne è stato un protagonista – ha fatto eco il procuratore capo di Bologna, Giuseppe Amato –. Alla Dda è stato una presenza attenta ma soprattutto equilibrata e in grado di prendere decisioni condivise».



Conclusa la formula di rito (“è immesso nel possesso delle funzioni di procuratore capo di Reggio Emilia”), Mescolini, con moglie e figli in prima fila, ha chiuso con un «grazie ai reggiani, ai modenesi e ai bolognesi. Un procuratore non ha i cento giorni programmatici: deve garantire che i sostituti possano svolgere il loro lavoro in un clima produttivo. Spero che questo incarico sia buono per Reggio e per me». —



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