Scoperti su un’auto mentre si scambiano tredici dosi di cocaina
Avevano 77 grammi di droga, doppio fermo dei carabinieri Il giudice convalida gli arresti e rinvia il processo a ottobre
REGGIO EMILIA
Due cittadini stranieri, un albanese e un rumeno entrambi domiciliati in città, sono stati sorpresi in auto mentre si scambiavano tredici dosi di cocaina e arrestati dai carabinieri del Nucleo Operativo di Reggio Emilia con l’accusa di spaccio di stupefacenti.
Secondo l’accusa, nell’auto fermata non c’erano un venditore e un cliente, bensì una persona che aveva l’intenzione di cedere lo stupefacente al dettaglio: il pusher albanese si stava rifornendo.
Da tempo i carabinieri tenevano d’occhio i due soggetti, nell’ambito di un’indagine sulla piazza della droga nel quartiere della Canalina.
Nel tardo pomeriggio di martedì i militari del Norm hanno adocchiato un’auto con due persone a bordo, che poco prima si era allontanata da un esercizio pubblico della zona. I due uomini, dopo aver raggiunto un luogo appartato, si sono scambiati qualcosa di sospetto: da qui l’intervento immediato dei carabinieri, che hanno fermato la vettura.
Dal controllo del mezzo sono spuntate tredici dosi di cocaina e oltre 300 euro in contanti. La perquisizione è stata estesa al domicilio di entrambi e in casa dell’albanese che aveva ceduto la droga in macchina ne è stato recuperato un altro quantitativo, raggiungendo un totale di 77 grammi di cocaina.
I carabinieri hanno sequestrato anche i cellulari dei due, il necessario per il confezionamento e per la pesatura delle dosi e quasi 5mila euro in contanti, ritenuti provento dell’attività di spaccio. Alla luce di ciò, i due sono stati arrestati.
Durante l’udienza di convalida dell’arresto, svoltasi ieri in tribunale, il rumeno si è avvalso della facoltà di non rispondere, mentre l’albanese presunto pusher ha fornito la sua versione dei fatti, incalzato per i tanti “non ricordo”.
Il pm onorario ha chiesto il carcere per l’albanese e i domiciliari per il rumeno, entrambi difesi dall’avvocato Battistina Pedrini. Il giudice Andrea Rat, nel convalidare l’arresto, ha disposto i domiciliari per l’albanese e il divieto di dimora per il rumeno, rinviando il processo al 16 ottobre prossimo. —
AM.P.
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