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È morto a 71 anni Peppino Razzoli una vita d’impegno

Adriano Arati

Da sempre attivo in politica, nello sport e nel volontariato ieri ha dovuto arrendersi alla malattia. Domani i funerali

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VIANO

Una persona generosa, impegnata su mille fronti con tanta passione. Ieri pomeriggio è morto al Santa Maria Nuova il 71enne Peppino Razzoli, grande protagonista della vita di Viano degli ultimi decenni, in politica come nell'associazionismo. Era stato ricoverato in Pneumologià la settimana scorsa per il peggioramento di una malattia con cui aveva dovuto combattere, fra alti e bassi, dal 2010 ad oggi. Lascia la moglie Loredana Cassinadri, la figlia Federica con il marito Massimo e l’amata nipotina Rebecca.

Il funerale verrà officiato domani pomeriggio, probabilmente alle 15, con partenza dall’abitazione di via Ca’ Pralzi 3, dove la salma è stata riportata come da richiesta dello stesso Peppino. Questa sera alle 20.30, sempre nell'abitazione dei Razzoli, verrà recitato il rosario.

Originario di Razzolo di Villa Minozzo e da tanti decenni residente a Viano, aveva lavorato come impiegato allo Scau, l'ex previdenza della Coldiretti, ed era stato attivo in politica nella Dc, nella Margherita e poi nel Pd. A lungo consigliere comunale, dal 2004 al 2009 era stato assessore ai Servizi sociali con il sindaco Roberto Lucenti, oltre che delegato vianese della maggioranza in Comunità Montana. Nel 2014 si era candidato sindaco per il Pd e la lista di centrosinistra contro l'attuale primo cittadino Giorgio Bedeschi. Da allora, sedeva in consiglio comunale nelle file dell'opposizione.

È stato sempre coinvolto anche nello sport e nel volontariato: in particolare fondò la polisportiva Olimpia Viano e l’Avv (Associazione per la valorizzazione di Viano), di cui era presidente. L'Avv per 18 anni ha organizzato numerose iniziative al borgo di Castello Querciola, fra cui la festa della rose e la rievocazione medievale di fine agosto; una tradizione interrotta, con grande dispiacere, proprio questa estate a causa delle restrizioni normative introdotte dalla circolare Gabrielli. Anche se negli ultimi mesi Peppino Razzoli aveva dovuto rallentare il ritmo a causa del peggioramento delle condizioni di salute, in realtà non ha mai abbandonato la presa, cercando di seguire da vicino i tanti progetti ai quali era legato, e aveva già iniziato a pensare al ritorno delle manifestazioni per il prossimo anno. —



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