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Nexion, contratto innovativo siglato per oltre 500 lavoratori

M.P.
Nexion, contratto innovativo siglato per oltre 500 lavoratori

Per la prima volta si prevede che una quota di salario legato alla produttività possa essere trasformata in riduzione di orario

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CORREGGIO

Alla Nexion di Correggio è stato siglato un accordo fortemente innovativo in cui, per la prima volta a Reggio Emilia, si prevede che una quota di salario, legato alla produttività, possa esser trasformata in riduzione di orario. L’accordo che riguarda oltre 500 lavoratori della Nexion spa del Gruppo Corghi, leader mondiale degli smontagomme per officine, il cui amministratore delegato Mauro Severi, è stato votato attraverso un referendum tra i lavoratori che lo ha approvato con il 98% di voti favorevoli. L'accordo è stato poi siglato, oltre che dai metalmeccanici della Cgil, da tutte le Rsu e dalla Fim Cisl. «La trattativa per il nuovo contratto è stata lunga e molto complessa, ma a giudicare dai risultati non vi è dubbio che ne sia valsa la pena – commenta la Fiom reggiana –. Ai lavoratori della ex Corghi infatti verrà riconosciuto un premio massimo sul quadrienno pari a 6.700 euro, in aggiunta al premio di risultato viene istituita, per i lavoratori turnisti, una indennità di turno oraria di 30 cent che nel quadrienno riconoscerà ai lavoratori complessivamente circa 2mila euro». La vera novità dell’accordo è rappresentata dalla indennità “Miglioramento Rapporto Tempi di Vita –Lavoro” di 10 centesimi orari, che verrà riconosciuta a tutti i lavoratori e che gli stessi, su base volontaria, potranno trasformare in riduzione di orario. Di fatto ogni lavoratore potrà trasformare una quota di questa retribuzione in tempo, nello specifico in permessi retribuiti, che potranno essere goduti dal lavoratore secondo le modalità previste dal contratto nazionale.

«Questa novità crea un importante precedente – spiega Davide Mariotti, funzionario Fiom che ha seguito la trattativa – perché introduce il principio che gli incrementi di produttività possano essere riconosciuti ai lavoratori anche attraverso la riduzione dell’orario di lavoro». Secondo il sindacato «in un’epoca in cui è aperta la discussione su Industria 4.0 e sulle conseguenze della robotizzazione a Reggio si sperimenta per la prima volta l’idea che l’aumento di produttività non si traduca in riduzione del personale, ma in riduzione di orario di lavoro individuale a parità di salario». «È importante che la scelta tra un premio retribuito e la sua conversione in riduzione di orario sia una scelta volontaria del lavoratore – conclude la Fiom Cgil – il quale potrà utilizzare il permesso quando vorrà, sulla base delle regole esistenti». —

M.P.

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