Rimborsopoli leghista azzerata con il cambio della norma-chiave
REGGIO EMILIACome ampiamente previsto il Carroccio nei tre mesi previsti per legge non ha presentato querela – l’avrebbero potuto fare sia l’organizzazione nazionale che quella federale della Lega...
REGGIO EMILIA
Come ampiamente previsto il Carroccio nei tre mesi previsti per legge non ha presentato querela – l’avrebbero potuto fare sia l’organizzazione nazionale che quella federale della Lega Nord – e il tanto discusso processo sulla Rimborsopoli leghista è finito ieri in una bolla di sapone dopo anni d’indagini del pm Stefania Pigozzi ed un biennio di udienze.
Il processo si basa infatti sull’accusa di appropriazione indebita aggravata, ma ora il decreto legislativo Orlando (del 10 aprile 2018 numero 36) richiede che il reato ipotizzato sia procedibile a querela di parte e non più d’ufficio come è avvenuto quando nel 2012 era scattata l’inchiesta. Non essendo stata presentata querela ieri, nel primo pomeriggio, il giudice Sarah Iusto ha decretato il «non luogo a procedere» spazzando via il procedimento. Una decisione presa in un’aula semideserta: presenti solo quattro avvocati in rappresentanza di 15 imputati. «Hanno processato la politica buona – dice al termine, lapidario, l’avvocato Matteo Iotti che ha difeso l’ex deputato leghista guastallese Angelo Alessandri – e queste persone meritavano l’assoluzione nel merito e non nel rito». L’inchiesta era partita da un esposto di Marco Lusetti (ex vicesegretario della Lega Nord “Emilia” nonché ex vicesindaco di Guastalla) che poi si era ritrovato sotto processo, uscendone però ben presto per prescrizione. Il totale della contestazione originaria ammontava a 250mila euro, per poi scendere a circa 70 mila euro, per non parlare delle persone indagate che in origine erano 48 poi divenute 25, di cui solo 19 approdate a processo che, a colpi di prescrizione, sono rimaste 15 in tempi recenti. —
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