«Spari verso l’azienda mentre stavamo lavorando all’esterno»
Il titolare della ditta Eurolus di Barco: «Mi sono spaventato I cacciatori non hanno rispettato la distanza di sicurezza»
BIBBIANO
Spari accanto a un’azienda di Barco. A pochi giorni dall’apertura della stagione venatoria, crescono le proteste da parte dei cittadini. Ora un altro caso dopo le lamentele da parte dei cittadini di Quattro Castella, in particolare quelli residenti nella zona collinare, che non solo vengono svegliati dalle fucilate dei cacciatori che sparano vicino alle case, ma trovano anche i pallini nel giardino da casa.
Secondo la normativa regionale, sono due i giorni della settimana nei quali le doppiette possono scendere in campo dalle 7 alle 13. La cosa più importante da rispettare è la distanza dai centri abitati e dalle case: almeno 200 metri, sufficiente per evitare conseguenze alle persone.
Cacciare è un hobby praticato da un numero inferiore di persone rispetto al passato, ma nei periodi di apertura sono ancora tante le doppiette in azione.
Ieri mattina è accaduto un altro episodio che ha determinato nuove proteste nella zona industriale di Barco. A raccontare l’accaduto è Luca Sassi, imprenditore titolare della ditta Eurolus, che si occupa di meccanica, oleodinamica e imballaggi, con sede in via Borsellino. Assieme ad alcuni collaboratori, verso le 9.30 Sassi si trovava all’esterno dell’azienda, intento a prendere le misure per una tettoia.
«All’improvviso, tre spari vicino all’azienda. I pallini da caccia sono finiti sul tetto della ditta – racconta Luca Sassi –. Mi sono spaventato perché eravamo tutti fuori. Sono corso dalla parte destra della ditta urlando ai cacciatori, perché si trovavano molto vicino sia alla strada di campagna San Giovani che al lato destro della ditta».
Nei pressi della zona industriale di Barco c’è infatti via San Giovani, che è molto frequentata dalle persone desiderose di passeggiare in tranquillità nella campagna.
«Sicuramente – continua Sassi – i cacciatori non hanno rispettato la distanza di sicurezza, cosa che mi preoccupa, anche perché in tanti anni questa è la prima volta che mi capita una cosa del genere».
Le doppiette continueranno a sparare fino al 31 gennaio prossimo, data di chiusura della stagione venatoria, ma le proteste da parte dei cittadini continuano. —
DA. AL.
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