Stalking, 39enne libero ma lontano dalla moglie
REGGIO EMILIANon è più agli arresti domiciliari l’operaio 39enne (difeso dai legali Alessandro Carrara e Katia Cristofori) che è accusato dalla moglie di stalking.Il Riesame ha infatti accolto l’istan...
REGGIO EMILIA
Non è più agli arresti domiciliari l’operaio 39enne (difeso dai legali Alessandro Carrara e Katia Cristofori) che è accusato dalla moglie di stalking.
Il Riesame ha infatti accolto l’istanza difensiva, stabilendo per l’uomo il divieto di avvicinarsi alla donna (con l’impiegata 43enne ha avuto un figlio ora di 11 anni), stando ad almeno 200 metri dalla casa familiare e dal luogo di lavoro della moglie (i due non sono ancora separati legalmente). Nell’interrogatorio di garanzia affrontato due settimane fa il 39enne ha negato gli avvicinamenti citati nelle denunce, dicendo che si tratta di un “castello” messo in piedi dalla moglie: «Vuole appropriarsi dei miei beni, come ha fatto con gli altri due mariti che ha avuto». Lei invece si sente controllata, dice di ricevere sfilze di messaggi sul telefonino anche con offese, insomma “inquadra” il marito come un persecutore. E ottiene dal giudice il divieto d’avvicinamento per sei mesi, quindi dal 3 novembre 2017 l’operaio deve girare al largo dalla moglie, ma con la possibilità di poter vedere il figlio, tramite i servizi sociali. Il 3 maggio scorso la misura restrittiva decade, ma le “scintille” rimangono, anche perché lui ha sempre più difficoltà ad incontrare il figlio. E la moglie ricomincia a denunciare il marito: arriva così la misura restrittiva più pesante. —
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