Gazzetta di Reggio

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LA TRUFFA 

Comprano un’auto di lusso ma la concessionaria scompare

L.V.
Comprano un’auto di lusso ma la concessionaria scompare

Hanno pagato la vettura ma, al momento di ritirarla, l’agenzia si era volatizzata Anche diversi reggiani tra la quarantina di persone raggirata in Veneto  

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REGGIO EMILIA

Avevano deciso di comprare un’auto nuova, bella e di grossa cilindrata. Vista la vettura su internet erano andati a provarla su strada e, pienamente soddisfatti delle performance accertate, avevano versato consistenti anticipi, acconti, e qualche volta addirittura il saldo finale. Però, quando sono andati a ritirare la loro nuova splendida quattro ruote non hanno trovato più nessuno: l’agenzia di vendita si era volatilizzata.

Davvero un grossa truffa quella organizzata da una autoconcessionaria (L’Autorevole) con sede legale a Castelfranco Veneto, costituita in società a responsabilità limitata semplificata, che ha raggirato oltre una quarantina di persone di mezza Italia e ha danneggiato anche alcuni nostri concittadini, fra i quali una donna di Cavriago, Marco Cocchi di Bagnolo e molti altri.

Le automobili (Porsche, Audi, Range Rover, ecc.) erano veramente belle – ammettono gli acquirenti delusi – alcune erano prive della targa mentre altre l’avevano straniera. Nella concessionaria lavoravano cinque persone e tutto, a chi aveva testato di persona i motori, era parso assolutamente in regola. Al momento del ritiro dell’auto l’amara sorpresa: porte sbarrate, saracinesche abbassate, agenzia automobilistica chiusa: solo tanta rabbia da smaltire. Oltre alla denuncia ai carabinieri (c’è chi ha perso anche più di 60 mila euro) ai truffati non è rimasto che avviare un’azione penale di responsabilità civile che ha preso il via nel mese di maggio ed ora è sostenuta dalla sede territoriale reggiana di Confconsumatori.

L’azione giudiziaria è rivolta contro una banca alla quale si chiede un risarcimento. La banca avrebbe infatti omesso di segnalare all’Unità di Informazione Finanziaria la movimentazione di denaro con lo spostamento, senza giustificazione, di grandi somme in Italia e all’estero (complessivamente si parla di quasi 2 milioni di euro finiti in parte in Germania) che hanno determinato lo svuotamento completo dei conti correnti italiani dell’agenzia.

Sono norme antiriciclaggio – ha spiegato ieri mattina l’avvocato modenese Luana Loparco negli uffici reggiani di Confconsumatori in viale Piave presente il presidente Secondo Malaguti – che impongono segnalazioni alla Banca d’Italia. Sono fissate dal codice civile e sono già state oggetto di sentenza in Cassazione. «Gli istituti bancari – ha precisato la legale – oltre ad avere un obbligo specifico di controllo sui propri dipendenti hanno, nelle persone dei direttori, una responsabilità diretta e, nel caso in cui sia stata omessa la segnalazione di spostamenti di ingenti somme di denaro (anche operazioni non particolarmente sospette), i vertici di filiale risponderanno in sede civile e penale. Non resta che attendere. —

L.V.

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