Lesioni e minacce, ex calciatori della Reggiana nei guai dopo la notte brava al Sali e Tabacchi
Gli ex calciatori della Reggiana Calvano, Angiuli, Lafuente, Nolè, Mogos, Manconi e Guidone sono accusati del ferimento di un 22enne l'8 dicembre 2016
REGGIO EMILIA. Sono accusati di aver gettato giù dalle scale del “Sali e Tabacchi”, l'8 dicembre 2016, un ragazzo di 22 anni, provocandogli lesioni gravi, e di averlo minacciato, tra le altre cose, di sparargli in bocca e tagliargli la gola. Per questo sette ex giocatori della Reggiana, sono finiti davanti al giudice per le udienze preliminari con l’accusa di lesioni e minacce gravi.
La vittima di quella notte brava , che vive a San Martino in Rio, si è costituita parte civile con l’avvocato Ruggero Fregni di Carpi. L'udienza preliminare sta entrando nel vivo dopo che il giudice ha disposto una perizia sulle ferite riportate dal 22enne.
I calciatori per i quali il pm ha chiesto il rinvio a giudizio sono Simone Calvano, 25 anni (ora al Verona, in serie B), Federico Angiulli, 26 (Catania, serie C), Otin Hector Lafuente, 22, (Sd Ejea, serie C Spagnola), Angelo Raffaele Nolè, 34, Pro Piacenza, Vasile Mogos, 25 (Cremonese, serie B), Jacopo Manconi, 24, (Novara, serie C) e Marco Guidone (Padova, serie B).
A breve in tribunale sarà ascoltato il consulente tecnico d’ufficio Giorgio Chiessi. Il medico legale dovrà riferire quanto emerso dalla sua consulenza sulle ferite del 22enne, che rimediò una lussazione della spalla sinistra (con prognosi di 40 giorni).
Quella sera il ragazzo di San Martino si trovava nel locale da ballo con alcuni amici, anche loro calciatori ma dilettanti. Secondo quanto contestato dal pm Stefania Pigozzi, Calvano mentre ballava avrebbe urtato più volte la schiena del 22enne, che pertanto gli avrebbe chiesto di stare più attento. Un classico delle liti in discoteca.
Per tutta risposta Calvano avrebbe minacciato il ragazzo «mimando il gesto del taglio della gola», mentre Nolè avrebbe aggiunto: «Io ti sparo in moc».
Tutti, sempre secondo la ricostruzione della pubblica accusa, avrebbero poi aggredito il malcapitato «con calci, pugni, manate sul viso e schiaffi, spingendolo giù dalle scale dell’uscita di sicurezza e continuando a colpirlo con calci e pugni».
Gli amici che nel frattempo provarono a porre fine a questa escalation di violenza furono minacciati in modo pesante. Angiulli avrebbe detto al ferito, ormai a terra, «ti è andata bene ma adesso potrebbe andarti peggio» e a un’altra persone che cercava di intervenire «figlio di p.., str..., ti aspetto fuori per picchiarti». Mogos avrebbe minacciato un altro amico con la frase: «Ti apro anche a te, ti ammazzo, vattenene».
Per la procura si tratta di minacce aggravate dal contesto (sono avvenute prima e dopo una aggressione fisica) e dai futili motivi, «essendo risultato un pretesto per dare sfogo ad impulsi violenti».
Quella sera al Sali e Tabacchi iniziava il dicembre nero della Reggiana, poi culminato con la sconfitta senza onore nel derby con il Parma. Un episodio che finì per destabilizzare tutto lo spogliatoio e l’ambiente granata in generale.
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