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Procter&Gamble si evolve tra ricerca e sostenibilità

Roberto Fontanili
 Procter&Gamble si evolve tra ricerca e sostenibilità

La sede reggiana della multinazionale è diventata punto di riferimento in Europa Attualmente i dipendenti sono in tutto 260 provenienti da 18 regioni italiane 

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GATTATICO

Lo stabilimento di Gattatico della multinazionale Procter&Gamble, è diventato l’hub di riferimento per la produzione in Europa dei prodotti di punta per la pulizia delle superfici dure. Proprio dal sito reggiano escono due prodotti molto utilizzati anche nelle case italiane: Viakal e Mastro Lindo. Due prodotti simbolo che innovandosi e affinandosi al gusto dei consumatori sono in produzione, rispettivamente da mezzo secolo e da 60 anni e che a Gattatico in questi anni sono stati innovati e ripensati.



Nello stabilimento nato nel 1972 per volontà della famiglia Melli (e dove sono nati i prodotti Nelsen, marchio passato in mano alla P&G circa trent’anni fa), ad accoglierti all’ingresso oggi è un cartello luminoso che non ti augura il benvenuto, ma ti ricorda che sono passati (alla data di ieri) 101 giorni senza che nel sito produttivo non si siano verificati incidenti sul lavoro. Un modo per sottolineare come sicurezza sul lavoro, sostenibilità ambientale, automazione, tecnologia e innovazione di prodotto, siano i capisaldi di un sito che esporta solo in Europa 10.5 milioni di euro di prodotto e da occupazione a 260 dipendenti. A illustrare ieri le prossime tappe per continuare a ridurre il consumo di energia elettrica e di acqua e utilizzare esclusivamente resina riciclata per i contenitori in plastica, sono stati Franco Giannicchi, presidente e a.d. della P&G Sud Europa e il direttore del sito produttivo Michele Tomasicchio, che hanno evidenziato gli investimenti effettuati e come la P&G sia stata tra le prime realtà a capire che non aveva molto senso sprecare, energia e inquinare per trasportare aria e acqua. «Da qui – hanno rimarcato – la scelta di privilegiare i prodotti gel e concentrati riducendo dal 2010 la produzione di anidride carbonica dell’88%, del 22% i consumi di energia e del 21% di acqua, grazie all’uso di energie rinnovabili. Così come è stata realizzata una filiera di produzione che da Gattatico vede la merce raggiungere i supermercati in 24 ore e come lo stabilimento sia stato il primo nel quale sono stati sperimentati robotica, automazione con l’introduzione di carrelli automatici, utilizzando la tecnologia laser, capaci di gestire il magazzino».



Marketing, ricerca, una stretta collaborazione con il mondo universitario, in particolare con gli atenei di Bologna e Parma, sono l'altra faccia di una realtà produttiva come quella di Gattatico in costante evoluzione e che grazie alle nuove tecnologie e alla sostenibilità ambientale punta ad incrementare la propria capacità produttiva e restare punto di riferimento della multinazionale americana. Ma la sensazione che abbiamo ricavato, parlando con alcuni lavoratori, è che vi sia molta attenzione anche al fattore umano. Con un’organizzazione del lavoro che contempla part- time orizzontale e verticale e il telelavoro e che tiene insieme 260 dipendenti, provenienti da 18 regioni italiane. Una babele che li porta a utilizzare uno slang tutto loro in cui italiano e inglese si mescolano. Non è un caso che tra le iniziative pensate per i dipendenti ci siano anche corsi di lingua inglese. —



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