È morto don Caleffi storico parroco Tutta la Bassa in lutto
Nato a Luzzara, seguì anche le parrocchie di altri Comuni Domani il funerale in duomo a Guastalla con il vescovo
Boretto
Commozione in paese per la morte di don Gianfranco Caleffi, parroco a Boretto per 25 anni, fino al 2016. Il sacerdote, 77 anni, si è spento all’hospice di Guastalla, dov’era ricoverato da un paio di settimane, e già da ieri pomeriggio la salma si trova nella chiesa di San Rocco di Boretto (la basilica è chiusa per lavori), dove sarà recitato il rosario, questa sera alle 20.30.
Il funerale – che verrà celebrato dal vescovo Massimo Camisasca – avverrà domani pomeriggio in duomo, a Guastalla, alle 15.30, poi la tumulazione nel cimitero di Luzzara, paese d’originario.
Don Caleffi era nato a Luzzara il 25 aprile 1941 e aveva ricevuto l’ordinazione sacerdotale il 31 ottobre 1966. Il suo ruolo pastorale lo portò anche a Fabbrico, Reggiolo e Pieve Saliceto.
Proprio due anni fa, in questi giorni, don Caleffi aveva officiato la sua messa di saluto alla comunità borettese, prima di prendere servizio come cappellano dell’ospedale di Guastalla. In quell’occasione ricordò in particolare due eventi che segnarono in positivo il suo mandato a Boretto: la beatificazione del borettese Artemide Zatti e l’ordinazione sacerdotale di don Carlo Pagliari.
Furono anni, i suoi, nei quali il paese percorse la lunga strada che portò alla ricostruzione della basilica, durante i quali le funzioni venivano svolte nel capannone di via Umberto I. «Apparentemente sobrio nell’incontro personale – spiega il vicario generale della diocesi reggiano-guastallese, monsignor Alberto Nicelli – don Gianfranco era in realtà un uomo di grande attenzione verso tutti. Da parroco, al centro delle sue preoccupazioni pastorali erano l’oratorio e la celebrazione liturgica, mentre la sua spiritualità è sempre stata connotata da una vivida devozione alla Madonna».
Il 17 settembre il vescovo Camisasca aveva amministrato a don Caleffi il sacramento dell’unzione degli infermi, un gesto fortemente apprezzato dallo stesso sacerdote. Don Caleffi lascia il fratello Attilio con la moglie Giovanna, il cognato Mentore, i nipoti Emanuele con Elena, Monica con Luca e Luca con Ilaria. —
A.V.
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