Il Campanon restaurato rivive con “Made in Lowland”
Dopo anni di restauri, riapre la torre civica in piazza Matteotti In questi giorni di fiera sono in programma visite e attività Oggi il concerto di Bob Corn
Guastalla
Il “Campanon” riapre. E lo fa con un restyling che rende il trecentenario monumento guastallese un giovanotto pronto ad accogliere visitatori di tutte le fasce di età, a partire proprio dai più giovani.
La torre civica di piazza Matteotti, luogo simbolo di Guastalla coi suoi 42 metri di altezza, fu costruita nel 1723 per opera dell’architetto parmense Cristoforo Trivellino, sul luogo dove sorgeva l’antica rocca trecentesca abbattuta dalle truppe spagnole nel 1690, proprio con lo scopo di edificare un monumento che desse risalto al prestigio della cittadina.
Dopo anni di restauri, in particolare dovuti alla messa in sicurezza dopo il terremoto del 2012, la torre civica è pronta a tornare il centro della socialità guastallese. E lo fa in occasione dell’ormai popolarissima kermesse “Piante & Animali perduti”.
La riapertura, promossa dalla Pro loco e dal suo presidente Luciano Cavandoli, è stata permessa dalla fibrillante attività di un gruppo di giovani tra i 18 e i 45 anni, dal nome “Made in Lowland”.Sulla loro pagina Facebook si presentano come «l’etichetta certificata che raccoglie e protegge gli abitanti della terra della Bassa, gente che crea con la fantasia là dove i colori sembrano a volte tutti uguali». I suoi componenti, provenienti da precedenti esperienze di organizzazione eventi come Ostello Quattro, «hanno specialità che vanno dalla musica all’arredamento, dal giornalismo alla moda, dal fitness al sociale. È una scatola che riunisce associazioni, collettivi e gruppi di amici che da anni portano avanti progetti per Lowland». Con Lowland, inglesizzazione di Bassa, il Campanone ritorna parlando un linguaggio slang, e col nuovo nome Tr_cvca: «Un gioco di parole (tradotto, sarebbe torre civica) ma con un piglio attuale e meno didascalico», commenta Alessio Artoni, uno degli organizzatori.
Uno sguardo rivolto al futuro e alle generazioni che lo costruiranno, mantenendo un ossequioso occhio d’attenzione verso il passato e la tradizione. Ciò si evince dagli eventi che nel weekend si avvicendano al Campanon.
Dalla diretta della web radio locale LowLife di venerdì al workshop “Save the Caplét” di ieri, incentrato sulla tecnica di realizzazione dei cappelletti secondo le razdore; dal laboratorio tenuto dall’esperto Filippo Natali sulla tecnica di fotografia risalente a metà Ottocento (ambrotipia e ferrotipia) alla mostra del gruppo editoriale Radici, in cui 5 artisti esprimono il loro ipotetico tentativo di terminare l’incompiuta costruzione del “Campanon” 295 anni dopo.
Oggi pomeriggio il concerto del chitarrista folk Bob Corn, al secolo Tiziano Sgarbi, suggellerà allegramente i tre giorni di festa in cui si può visitare la torre civica fino alla terrazza panoramica. —
DANIELE ALBERINI
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