Contratti falsi e permessi in quindici sono nei guai
REGGIO EMILIAFinte assunzioni lavorative per arrivare ad ottenere il permesso di soggiorno.È questa l’accusa fatta a quindici persone e l’indagine è stata chiusa da tempo dal pm Giacomo Forte, mentre...
REGGIO EMILIA
Finte assunzioni lavorative per arrivare ad ottenere il permesso di soggiorno.
È questa l’accusa fatta a quindici persone e l’indagine è stata chiusa da tempo dal pm Giacomo Forte, mentre stenta a decollare l’udienza preliminare, come è avvenuto anche ieri mattina per l’irreperibilità della maggior parte degli indagati per violazione delle norme sull’immigrazione.
Il gup Luca Ramponi si è visto costretto pure stavolta a far slittare l’udienza (al 14 gennaio 2019) per permettere ulteriori ricerche, visto che sinora è stato impossibile effettuare la maggior parte delle notifiche.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il responsabile delle assunzioni fittizie sarebbe un imprenditore edile italiano 54enne che operava a Reggio Emilia (ora non è più attivo in città). Per preparare i relativi documenti si sarebbe appoggiato su uno straniero 40enne che ha – sempre a Reggio Emilia – uno studio di consulenza amministrativa.
Gli altri tredici indagati sono gli stranieri (cinesi e nordafricani) che con quei documenti lavorativi – viene ricostruito dalla Procura – si erano mossi per ottenere il permesso di soggiorno.
L’udienza preliminare coinvolge una serie di avvocati difensori: Alessia Gonzo (tutela l’imprenditore edile che si professa estraneo ai fatti), Chiara Carletti, Franco Beretti, Romina Ferrari e Rita Gilioli. —
T.S.
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