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LE ASSOCIAZIONI 

Fita-Cna: «La nuova normativa può avere effetti disastrosi»

AM.P.

Anche Lapam Confartigianato esprime preoccupazioni: «Avevamo chiesto a suo tempo misure più morbide per i Comuni sotto i 30mila abitanti» 

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REGGIO EMILIA

«Siamo stati subissati di richieste di informazioni. Il divieto antismog potrebbe avere effetti disastrosi». Il telefono di Nilde Montemerli, segretario provinciale Fita-Cna Reggio Emilia, ieri è diventato rovente. «Tutti a chiedere informazioni e piantine, per Reggio ma anche Modena e Parma. Come se fossero stati colti alla sprovvista». In difficoltà, secondo Montemerli, sono «i furgoncini dei corrieri, le consegne dell’e-commerce, ma anche tanti negozi dei centri commerciali, alle prese con i ritardi, e mezzi più pesanti, sopra i 35 quintali». Su questi ultimi occorre sottolineare che intere categorie sono esentate, come i prodotti farmaceutici e i prodotti freschi dell’alimentare (ortofrutta, fiori, animali vivi e giornali).

«Non possiamo nasconderci che questo provvedimento ha un bell’impatto, soprattutto sul trasporto per conto terzi, perché i diesel Euro 4 sono la gran parte del parco mezzi. Vedremo nei prossimi giorni quali saranno le conseguenze. Molti nostri iscritti sono corrieri padroncini o artigiani che lavorano per le grosse società di trasporto: ciascuno di loro deve eseguire un tot di consegne entro la giornata (sono pagati a consegna) e se i tempi si dilatano a causa delle limitazioni al traffico è facile prefigurare un reddito inferiore e contratti da rivedere. Purtroppo l’autotrasporto è sempre stato poco considerato e l’esenzione in base all’Isee garantita ai privati cittadini, di per sé giusta, non considera gli addetti del settore».

Ha ricevuto lamentele anche Lapam-Confartigianato di Modena e Reggio, che raggruppa per lo più artigiani e piccole imprese. «Come associazione avevamo chiesto misure più morbide nei Comuni sotto i 30mila abitanti – spiega Carlo Alberto Medici, rappresentante sindacale Lapam –. Sono due gli aspetti assurdi: il diverso metro di valutazione esistente tra una regione e l’altra e il fatto che i diesel Euro 4 siano i più diffusi. Sul primo punto, noi crediamo che l’inquinamento sia uguale dappertutto: l’Emilia-Romagna ha deciso di essere virtuosa, mentre Lombardia e Veneto hanno paletti più morbidi e il Piemonte ha fatto marcia indietro all’Euro 3. Sul secondo punto gli Euro 4 hanno un’incidenza che supera il 60%: è la tipologia più diffusa tra le piccole aziende». —

AM.P.

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