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Guida dell’Espresso Il super chef Bottura «In Italia non s’è mai mangiato così bene»

Lara Loreti
Guida dell’Espresso Il super chef Bottura «In Italia non s’è mai mangiato così bene»

Cinque cappelli e performance dell’anno al Lido 84 (Brescia) Il top del gusto, da oggi in libreria e sul web la nuova edizione

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firenze

Un’Italia più fluida, meno dentro agli schemi, più conviviale e dall’offerta ricca e variegata. Fast food, cibo da strada, ristoranti eleganti sì, ma sempre meno ingessati, e affiancati da locali “fac totum” dove poter prendere dal cappuccino mattutino fino allo spuntino di mezzanotte, passando per brunch e merenda. È questa la fotografia gastronomica del nostro Paese che emerge dalla 41esima edizione della Guida I ristoranti e i vini d’Italia 2019 dell’Espresso, presentata ieri al teatro del Maggio a Firenze. Un’Italia in salute, passata al setaccio dalla Valle D’Aosta alla Sicilia, con un inserto dedicato ai vini. E un motto universale: “alla ricerca del buono autentico”. Lombardia, Veneto e Piemonte si presentano come regioni emergenti, la Toscana si conferma al top, e tante sono le novità sparse per lo stivale scovate dai 93 esperti dell’Espresso, capitanati dal direttore Enzo Vizzari e da Andrea Grignaffini, curatore dei vini.

Sono sette quest’anno, due in più rispetto alla precedente edizione, i ristoranti al vertice della ristorazione che hanno ottenuto il massimo punteggio di cinque cappelli, il metro di valutazione usato. Al top dei ristoranti si confermano Casadonna Reale di Castel di Sangro (L’Aquila), Le Calandre a Rubano (Padova), l’Osteria Francescana di Modena, Piazza Duomo ad Alba (Cuneo), Uliassi a Senigallia (Ancona), a cui si aggiungono Lido 84 di Gardone Riviera (Brescia), e Hotel Rosa Alpina-St. Hubertus di Badia (Bolzano). E ai giovani di Lido 84 è andato anche il premio per la migliore performance dell’anno. «Non si è mai mangiato così bene in Italia – ha detto ieri Massimo Bottura – da San Cassiano (Bolzano) a Licata (Agrigento), la richiesta dei gourmet che anche dall’estero vengono in Italia e vogliono masticare il territorio è soddisfatta» .



Categoria introdotta l’anno scorso e riservata ai “nuovi classici” che hanno contribuito a cambiare la ristorazione italiana, il Cappello d’oro vede protagonisti: Caino a Montemerano (Grosseto), Casa Vissani a Baschi (Terni), Colline Ciociare ad Acuto (Frosinone), Dal Pescatore a Canneto sull’Oglio (Mantova), Don Alfonso 1890 a Sant’Agata sui Due Golfi (Napoli), Enoteca Pinchiorri a Firenze, Lorenzo a Forte dei Marmi (Lucca), Miramonti L’altro a Concesio (Brescia), la novità Romano a Viareggio (Lucca), e San Domenico a Imola (Bologna). A quota quattro cappelli un’ampia “pattuglia” formata da 23 locali: Antica Corona reale-da Renzo a Cervere (Cuneo), Berton a Milano, Borgo Santo Pietro-Meo Modo a Chiusdino (Siena), Casa Perbellini a Verona, Contraste a Milano, da Vittorio a Brusaporto (Bergamo), Danì Maison a Ischia (Napoli), Del Cambio a Torino, D’o a Cornaredo (Milano), Duomo a Ragusa Ibla, Hisa Franko in Slovenia, Hotel Mandarin Oriental-Seta a Milano, Hotel Rome Cavalieri-la Pergola a Roma, Il Pagliaccio a Roma, Krèsios a Telese Terme (Benevento), La Madia a Licata (Agrigento), La Peca a Lonigo (Vicenza), La Trota dal ’63 a Rivodutri a Rieti, Lume a Milano, Madonnina del Pescatore a Senigallia (Ancona), Taverna Estia a Brusciano (Napoli), e Villa Crespi a Orta San Giulio (Novara).



Tra i numerosi premi, spazio al premio Cliente dell’anno per Franco e Silvana Barbarossa «persone che alla competenza enogastronomica associano una naturale gentilezza e un particolare amore per la convivialità». E poi premiati per il Pranzo dell’anno l’Osteria Francescana, per la Cantina dell’anno a Al Carroponte a Bergamo. Poi cuoca dell’anno Chiara Pavan del Venissa a Venezia, mentre il giovane è Fabrizio Mellino dei Quattro Passi di Nerano (Napoli). Il giovane Pizzaiolo è Alberto Morello di Gigi Pipa ad Este (Padova). Tra le novità, il premio Fattore Donna – Terra Moretti, per valorizzare «una determinante presenza femminile nella gestione, in cucina, in sala».



«La guida rappresenta la fotografia di una ristorazione viva, ricca, varia che si diversifica, anche cambiando connotati – spiega Vizzari – Al ristorante classico, alla trattoria, alla pizzeria si affiancano modelli nuovi: fast food, street food, botteghe di gastronomia, cucina etnica, quelli per vegetariani e vegani, pizzerie tradizionali e “gourmet”, hamburgerie, paninerie e piadinerie». –



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