Ha ucciso la sorella Fra cinque mesi l’esito della perizia
La consulenza psichiatrica dovrà chiarire in quali condizioni mentali fosse Franco Govi quando per un banale litigio ha strangolato la sorella 61enne
REGGIO EMILIA
Sarà il perito Giorgio Chiessi a chiarire in quali condizioni psichiche fosse il 71enne Franco Govi nella tarda mattinata del Natale scorso quando – in bagno – ha strangolato la sorella di 61 anni dopo un banale litigio.
Il professionista è stato nominato ieri mattina – in aula – dal gup Luca Ramponi e la consulenza tecnica verrà illustrata fra cinque mesi dal dottor Chiessi, cioè nell’udienza del prossimo 25 febbraio.
Una nomina avvenuta velocemente, alla presenza dei soli addetti ai lavori.
L’imputato non è presente (comunque rappresentato dagli avvocati difensori Marco Fornaciari e Nico Vaccari), mentre il titolare dell’inchiesta, cioè il pm Giacomo Forte, è sostituito dal collega Iacopo Berardi. Al momento agli atti – sul versante psichico – vi sono due perizie discordanti, cioè quella dell’accusa (che ritiene l’omicida capace d’intendere e di volere) e quella della difesa (individua nell’imputato una seminfermità mentale a causa di una ben definita patologia).
Come già deciso nell’udienza precedente, Govi viene giudicato con rito abbreviato (quindi con sconto di pena di un terzo). Su di lui gravano accuse pesanti: omicidio pluriaggravato, in quanto l’imputazione si lega anche allo stato di parentela ed ai futili motivi che per gli inquirenti hanno scatenato la furia assassina nell’appartamento di via Bologna, a Canali.
Dai primi di gennaio il 71enne vive – agli arresti domiciliari – in una struttura dell’Ausl e da allora riceve costantemente visite di amici e conoscenti, almeno una ventina le persone che hanno chiesto di poterlo andare a trovare. Nessuno degli eredi della vittima (vale a dire i sei cugini materni di Franca Govi) si è costituito parte civile davanti al gup Ramponi. —
T.S.
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