Sacerdoti e gente della Bassa ai funerali di don Caleffi
Ieri le esequie in duomo officiate dal vescovo alla presenza di tutti i parroci dell’unità pastorale di Boretto Brescello e Lentigione
Guastalla
Le comunità di Boretto, Pieve Saliceto e Reggiolo, insieme a tanti altri cittadini di tutta la bassa, hanno salutato per l’ultima volta, ieri pomeriggio in duomo a Guastalla, don Gianfranco Caleffi. Il sacerdote 77enne originario di Luzzara, che stava svolgendo l’incarico di cappellano dell’ospedale guastallese, è morto nelle prime ore di sabato all’Hospice, e in questi giorni la notizia della sua scomparsa ha suscitato profondo cordoglio.
A celebrare le esequie, il vescovo Massimo Camisasca, alla presenza di tutti i parroci dell’unità pastorale di Boretto, Brescello e Lentigione, oltre a una trentina tra sacerdoti e diaconi della provincia – molti dei quali hanno condiviso con lui esperienze nelle varie parrocchie – e il vicario don Alberto Nicelli.
Don Caleffi era nato a Luzzara il 25 aprile 1941 e aveva ricevuto l’ordinazione sacerdotale il 31 ottobre 1966 proprio nel duomo di Guastalla e il suo ruolo pastorale lo portò anche a Fabbrico, Reggiolo e Pieve Saliceto.
Proprio i rappresentanti di queste comunità hanno fornito ricordi personali e toccanti sul parroco, da tutti descritto come molto riservato e schivo ma allo stesso tempo acuto e sempre presente, dotato di un’ironia particolare.
In special modo, l’opera di don Gianfranco si è focalizzata negli anni a sostegno degli ammalati, che non ha mai mancato di sostenere e rincuorare con la fede, anche nei momenti più difficili. Tanti sono stati i ricordi evocati da parrocchiani di Reggiolo, Pieve Saliceto e Boretto legati a don Caleffi.
L’omelia e il saluto finale sono stati affidati a don Carlo Pagliari, responsabile del Servizio diocesano per la Pastorale giovanile e consulente ecclesiastico del Centro Sportivo reggiano, cresciuto all’oratorio di Boretto e seguito con particolare affetto e attenzione nel suo cammino vocazionale e seminariale da don Caleffi.
Al termine della funzione, la salma è stata tumulata nel cimitero di Luzzara. Don Caleffi lascia il fratello Attilio e i nipoti. —
A.V.
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