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Sale la protesta dei corrieri: «Lo stop ai diesel Euro 4 ci danneggerà»

Ambra Prati
Sale la protesta dei corrieri: «Lo stop ai diesel Euro 4 ci danneggerà»

Maurizio Martella, titolare della Sga Autotrasporti Srl «È impossibile per noi sostituire in blocco il parco mezzi» 

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REGGIO EMILIA

«Con il nuovo divieto antismog dovrei cambiare seduta stante dieci furgoncini Euro 4 con Euro 6 dal costo di 28-30mila euro l’uno. A mie spese, ovviamente». Maurizio Martella, 60 anni, è il titolare della Sga Autotrasporti Srl, una azienda (con ufficio in via Gagarin a Rivalta) che lavora nel trasporto per conto terzi, principalmente per la Gls di via Agosti. I corrieri espresso sono i più colpiti dalle misure straordinarie decise dalla Regione ed entrate in vigore ieri, la cui principale novità è lo stop ai diesel Euro 4.

L’ordinanza regionale era nell’aria da tempo. Perché vi ha trovato impreparati?

«Sì era nell’aria, ma questi sono passaggi che andrebbero previsti con anni d’anticipo. La nostra è una ditta piccola: 25 furgoncini, altrettanti dipendenti, operanti sulle tre province di Parma, Reggio e Modena. Siamo sulla piazza da vent’anni e ogni anno rinnoviamo il parco mezzi, ma sostituirli in blocco è improponibile».

Perché sono così diffusi gli Euro 4?

«I furgoni dei corrieri sono più soggetti all’usura. La media di vita di un furgone che percorre tra i 30 e i 40mila chilometri all’anno è di dieci anni, ma già dopo 5 anni non valgono più nulla e sono da rottamare, a capitale zero. I nostri mezzi sono in parte di proprietà, in parte in leasing e in parte a noleggio, per far fronte ai periodi di picchi di lavoro: ad esempio, quando Amazon indice il black friday dopo tre giorni siamo subissati di consegne. Ora è ovvio che i furgoni Euro 5 o 6 sono ricercatissimi e i fornitori del noleggio giocheranno al rialzo, alzando i prezzi. Il rincorrersi di normative europee, a mio avviso giustissime, comporta una perdita di capitale notevole».

Lei è d’accordo con la tutela dell’ambiente: quali aspetti critica, dunque?

«La mancata programmazione: occorre dare il tempo per adeguarsi. E poi la diversità di “metro” tra provincia e provincia. Parma è molto restrittiva e severa, è complicatissimo andare in centro e le multe vanno dai 200 euro in su. Reggio è tollerante e permissiva. Modena è una via di mezzo. Diciamo che servirebbe una maggiore uniformità».

Com’è andata la prima giornata di blocco?

«Dipende. A Parma ieri mattina ci hanno già fermato dei veicoli».

I contributi regionali, che quest’anno latitano?

«Cambia poco. C’è un tetto e una graduatoria: noi non siamo mai riusciti ad accedervi».

Come vi muoverete?

«O c’è un ripensamento da parte dell’amministrazione pubblica oppure saremo costretti a fermare i furgoni per poi eliminarli: non possiamo rischiare multe che ci costerebbero più del guadagno di una giornata. Li acquisteremo noi, chiedendo alle banche, anche se non è facile ottenere prestiti se ci sono altri finanziamenti in essere». —





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