«Costa non è candidabile Lo dice lo Statuto del Pd»
De Lucia affonda: «Il segretario non può correre alla presidenza della Provincia» La replica: «È una norma che risale a dieci anni fa, ormai è superata dai fatti»
REGGIO EMILIA
La questione la solleva il consigliere comunale, Dario De Lucia, aprendo su Facebook un vivace botta e risposta con il diretto interessato. Secondo lo statuto Pd, il segretario provinciale, Andrea Costa, il cui nome circola con insistenza per la presidenza della Provincia nel dopo-Manghi, sarebbe incandidabile per la guida dell’ente di Palazzo Allende, che il 31 ottobre andrà al voto per rinnovare anche il consiglio provinciale.
CORSA A DUE
Una carica per la quale si è aperta una partita verosimilmente a due che, in virtù delle normative contenute nella legge Delrio, potrebbe essere giocata tutta in casa Pd, come già avvenuto nel 2014, quando il centrodestra presentò una lista solo per il consiglio. La consegna delle liste è prevista il 10 ottobre. E, al momento, in corsa ci sarebbero lo stesso Costa, sindaco di Luzzara, e il primo cittadino di Castellarano, Giorgio Zanni. Proprio quest’ultimo potrebbe tuttavia avere la strada spianata.
ARTICOLO 21
Il comma C dell’articolo 21 dello Statuto Pd recita infatti che «la carica di segretario regionale e provinciale è incompatibile con le rispettive funzioni istituzionali per le quali è prevista l’incandidabilità alle lettere A e B del presente comma».
Fra le funzioni istituzionali citate nei due commi, figura anche la carica di presidente della Provincia.
DE LUCIA ALL’ATTACCO
È proprio sull’articolo 21 che punta i piedi De Lucia, secondo il quale «lo statuto è chiaro e non prevede deroghe». Di qui l’appello a rinunciare a logiche “correntizie”: «Perché come democratici non candidiamo alla presidenza chi ha più necessità dei servizi della Provincia (pensiamo solo alle strade, al dissesto idrogeologico e alle scuole) ovvero un rappresentante della montagna reggiana? – scrive De Lucia – Potrebbe essere un buon riequilibrio visto che il territorio della montagna reggiana è sotto rappresentato nei livelli amministrativi superiori come Regione e Parlamento».
il vertice
L’argomento sarebbe stato anche al centro di un vertice in Federazione avvenuto ieri sera. Ma è lo stesso Costa a lasciare intuire la sua volontà di andare avanti. «Ti seguo sulla logica del “basta logiche correntizie” – scrive commentando il post del consigliere – del resto si tratta di geografie spazzate via dai cittadini e che solo chi ha i paraocchi ancora usa. Meno sulla incompatibilità, ma lo dico solo come esercizio teorico».
Per il segretario Costa, «quella norma risale a dieci anni fa ed è nei fatti superata dalla Delrio che vede nel ruolo di presidente una estensione di quello di sindaco. Detto questo, saranno i sindaci e i consigli comunali a scegliere chi sarà pro tempore ad interpretare quel ruolo che secondo me deve garantire attenzione a tutto il territorio, capacità di rapporto con le istituzioni sovraordinate (ci sono dossier aperti nel confronto con la Regione, ad esempio, molto importanti) e un lavoro costante di cucitura di tutta la comunità». —
E.SPA.
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
