Il dottor Denis Saccani va in pensione e saluta con un pranzo benefico
CASTELNOVO SOTTOIl 30 settembre il dottor Denis Saccani è andato in pensione, dopo circa 40 anni di servizio, e ha cessato la sua attività di medico di famiglia a Castelnovo di Sotto, paese in cui è...
CASTELNOVO SOTTO
Il 30 settembre il dottor Denis Saccani è andato in pensione, dopo circa 40 anni di servizio, e ha cessato la sua attività di medico di famiglia a Castelnovo di Sotto, paese in cui è nato e cresciuto e al quale è stato assegnato dopo gli studi universitari e la specializzazione in pediatria.
«Ma il camice bianco non lo appendo al chiodo e non cambio numero di telefono», avvisa sorridendo Saccani, che è anche fondatore (nel 1994) e direttore scientifico dell’Avd, associazione volontari assistenza domiciliare, che da tempo collabora con l’Ausl e gli hospice per la cura e all’accompagnamento dei malati in fase terminale.
Per salutare tutti i suoi pazienti, ma anche colleghi, amici e informatori scientifici, Saccani ha organizzato un pranzo il cui intero ricavato andrà all’Avd. Si terrà domenica 21 ottobre, alle 12,30 al ristorante Villa Cupido in via Vico 83 a Villa Cella, Reggio Emilia. Conferma obbligatoria entro il 14 ottobre al 349 3505101 (costo 35 euro). «In questa occasione desidero ringraziare tutti i miei pazienti che mi hanno espresso la loro fiducia negli anni, affidandosi alle mie cure e consigli. Il rapporto con il proprio medico di famiglia è basato proprio sulla fiducia reciproca, su quella relazione profondamente umana che affianca la sfera scientifica», ha affermato il medico.
Tante le manifestazioni di affetto da parte dei suoi pazienti in questi giorni. «Un buon medico di famiglia – spiega Saccani – oltre ad dover far diagnosi e impostare terapie deve essere anche colui che tira le fila di situazioni complesse in cui non sempre è chiara la strada da intraprendere. Agire con scienza e coscienza, nonostante il progresso tecnologico che spesso può essere fuorviante».
Saccani è stato anche medico pediatra volontario in Guatemala. Alla fine degli anni ’80 è nata la sua passione per le cure palliative. La molla? «Il desiderio di garantire la dignità di vita fino alla fine». —
M.F.
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