Incendio di Bologna, la concessionaria Campani riparte dopo il rogo e il crollo: «Rimessi in piedi in tempi record»
La concessionaria dell’imprenditore reggiano era stata devastata dal fuoco e dai detriti. Ma dopo nemmeno due mesi è già tornata a pieno regime
REGGIO EMILIA. «A Bologna sono stati tutti fantastici. Dai soccorritori nell’immediatezza (solo grazie al pronto intervento le vittime sono state limitate a due) all’amministrazione fino alle istituzioni, ci siamo rimessi in piedi in tempi record. Bologna deve essere un esempio, un modello per l’Italia. Magari a Genova andasse così…».
Claudio Campani, titolare della Campani Group e della concessionaria Autoluna Citroen Peugeot, commenta così l’inaugurazione, avvenuta lunedì, del viadotto sull’Autosole, sopra la via Emilia a Borgo Panigale, crollato il 6 agosto scorso a causa di un violento incidente tra mezzi pesanti che incendiò un’autocisterna, provocando lo scoppio e il cedimento del ponte.
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Le immagini delle 220 macchine di Campani distrutte, esposte dalla concessionaria reggiana situata proprio sotto il viadotto, all’epoca erano rimbalzate sul web e sulle televisioni nazionali, diventando un simbolo del disastro
Ora, dopo soli 55 giorni di chiusura, a Bologna è stato riaperto un ponte nuovo di zecca, realizzato da Autostrade per l’Italia e dall’azienda Pavimental, di concerto con l’amministrazione comunale: la scommessa di tornare alla normalità entro due mesi, che pareva ottimista, è stata vinta. Campani, con il suo pragmatismo reggiano, è in realtà un esempio particolarmente efficiente all’interno di un quadro virtuoso.
La sua concessionaria è stata la prima ad aprire. «Abbiamo riaperto il 20 agosto, appena finita la conta dei danni: distrutte 220 macchine, per un danno di circa 3 milioni. Conclusa la rimozione delle carcasse delle vetture bruciate, abbiamo accelerato perché temevamo di dover chiedere la cassa integrazione per i 25 dipendenti. Siamo riusciti ad evitarlo: non abbiamo fatto ricorso nemmeno ad un giorno di cassa».
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Nel quartiere bolognese, in questi giorni, le ferite dell’onda d’urto dell’esplosione sull’A14 sono ancora visibili e i lavori di ripristino continuano: l’edicolante sotto il viadotto ha rimontato il tendone bruciato nell’esplosione, il gestore del ristorante “Il Randagio” (che si vide arrivare contro l’ingresso una ruota di Tir in fiamme) ha rimontato illuminazione e infissi. Il presidente del quartiere di Borgo Panigale, Vincenzo Naldi, ha dichiarato che «ci sono ancora ustionati in cura» e che grazie al lavoro dei periti «238 persone hanno già ricevuto il risarcimento, su 615 richieste».
Alla concessionaria di Campani i segni dell’accaduto sono minimi. «Siamo quasi tornati alla normalità. La struttura è a posto, mancano alcuni lavoretti (muri da imbiancare, due portoni da sistemare), ma si tratta di rifiniture. Il grosso è stato fatto e ora posso dire che è andata bene, meglio del previsto -– afferma Campani – senza dover chiedere il rimborso. Abbiamo ricevuto dalle Assicurazioni Generali, con le quali avevamo stipulato una polizza, un risarcimento totale dei danni. La somma? Preferisco glissare, ma è una cifra ingente», dell’ordine di milioni di euro.
Quando anche i piccoli interventi saranno perfezionati, il patron vuole festeggiare la nuova vita dell’attività, risorta come l’araba fenice. E lo farà con «una sorta di inaugurazione. Devo ancora fissare la data, suppongo che sarà ai primi di novembre. Tutti i clienti sono invitati, sia i bolognesi che i reggiani».
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