«La lotta al nazifascismo è l’eredità di Giannoccolo»
Il sindaco, Anpi, Istoreco e Casa Spartaco ricordano il partigiano morto lunedì Pochi giorni fa aveva presentato “Gli eroi dimenticati”, libro dedicato agli internati
CORREGGIO
Continuano i ricordi commossi per Gianni Giannoccolo, partigiano e amministratore pubblico morto lunedì. La cerimonia funebre di Giannoccolo, che lascia i figli Renzo e Laura, si è tenuta ieri mattina in forma civile al cimitero di Correggio, alla presenza della banda che ha suonato brani della Resistenza e della tradizione politica di sinistra, alla presenza di centinaia di persone.
Nato a Martano di Lecce nel 1922, nel 1944 aveva combattuto come partigiano in Jugoslavia. Era stato fra i fondatori, nel campo militare di Gravina in Puglia, alla costituzione e organizzazione della compagnia partigiana “Antonio Gramsci”, aggregata alla “Trecia Prekomorska Brigada” (Terza Brigata d’Oltremare), sbarcata poi in Dalmazia ed ampliata in battaglione con l’adesione di soldati italiani liberati dai partigiani jugoslavi o fuggiti dalla prigionia dei tedeschi. Dopo due mandati come sindaco di Veglie, nel Leccese, si è trasferito a Correggio. È stato poi assessore provinciale e impegnato nel Coreco di Reggio Emilia. Oltre al sindaco di Correggio, Ilenia Malavasi, tante realtà reggiane hanno voluto ricordare Giannoccolo in queste ore. «Non più tardi di qualche giorno fa eri a Palazzo dei Principi a batterti ancora per ristabilire la verità, con tutta la tua energia, perché venga riconosciuto il sacrificio di tanti che hanno contribuito con le loro scelte a sconfiggere il nazifascismo. Ci lasci in eredità tante cose importanti Gianni, tutte riunite nella tua caparbietà, nel tuo credere, irrinunciabile, alle cose giuste della vita», scrivono da Anpi Correggio. Mentre il collettivo Casa Spartaco racconta: «Abbiamo salutato Gianni Giannoccolo, partigiano comunista nel Battaglione Gramsci della 3ª Brigata Oltremare dell'Esercito Popolare di Liberazione della Jugoslavia. Lo abbiamo salutato con le note dell'Internazionale, per ricordarci che le lotte dei lavoratori non conoscono confini. Lo abbiamo salutato con le note di Bandiera Rossa, per ricordarci da che parte stare».
L'istituto storico reggiano Istoreco, di cui Gianolio era socio e con cui aveva collaborato per la pubblicazione dei suoi tanti volumi a carattere storico, manda le condoglianze ai parenti e ricorda come il partigiano leccese abbia sempre «seguito e appoggiato la nostra attività, utilizzando spesso i nostri archivi per le sue preziose pubblicazioni storiche sul '900. Ha pubblicato numerosi libri ed è considerato fra i più noti collezionisti e studiosi del primo Novecento e, più in generale, di tutto il periodo che terminò con la seconda guerra mondiale».
Il Comune di Correggio ha invece richiamato una delle ultime uscite pubbliche di Giannoccolo, a Palazzo dei Principi, per la presentazione del suo ultimo lavoro, “Gli eroi dimenticati”, dedicato alla vicenda degli Internati militari italiani nei campi di prigionia tedeschi durante la seconda guerra mondiale. E, si aggiunge dal municipio, «la sua esperienza, la sua capacità di cogliere l’essenziale delle cose e ristabilire l’ordine dei valori necessari e irrinunciabili – la libertà, i principi democratici, l’antifascismo – hanno rappresentato per me un punto di riferimento e un appoggio molto importanti. Con la scomparsa di Gianni perdiamo un altro testimone di una stagione e di una generazione che ha messo a repentaglio la propria vita per recuperare il dono più prezioso, che è quello della libertà e della democrazia».—
ADR.AR.
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google