Reggio Emilia, porta a porta in centro: si parte a metà ottobre fra dubbi e molte critiche
Secondo il calendario del Comune si comincerà con la raccolta per l’umido e l’indifferenziato. L’obiettivo è alzare il livello della differenziata, ma non mancano le perplessità
REGGIO EMILIA. La data, o quantomeno il periodo, è stata fissata ed è scritta nero su bianco sul sito del Comune di Reggio Emilia, nella sezione che riguarda l’ambiente: «Da metà ottobre 2018 la raccolta porta a porta dei rifiuti verrà estesa al centro storico».
Ormai quindi ci siamo. Se il calendario verrà rispettato alla lettera – circostanza in realtà non molto frequente – presto secondo i conteggi della stessa amministrazione pubblica 10.625 abitanti dovranno attrezzarsi e cambiare il loro stile di vita.
Riservare uno spazio nella propria abitazione ai nuovi bidoncini preposti alla differenziata, separare pedissequamente i rifiuti, scegliere con attenzione cosa gettare nell’indifferenziata per rispettare le norme previste dal regolamento.
Un cambiamento che è già stato attuato, con soluzioni differenti e successi altalenanti, anche nelle principali città capoluogo delle province limitrofe.
Parma, Modena e Mantova hanno introdotto da anni il porta a porta nei loro centri storici e le perplessità – spesso sfociate in critiche feroci – sono le stesse che si sono sollevate anche a Reggio.
Tanto che il dialogo con i residenti ha portato le rispettive amministrazioni a cambiare in corsa il progetto, o a cercare soluzioni meno “impattanti”, per usare una terminologia cara alle giunte del XXI secolo. In sintesi (le schede tecniche sono spiegate nel dettaglio nella pagina a destra) Modena ad esempio ha scelto di escludere l’organico dal porta a porta, mentre Mantova a maggio di quest’anno è tornata parzialmente ai cassonetti, trasformati però in “oggetto di arredo urbano”. Come delle aiuole insomma, o delle statue.
Più o meno ovunque, e anche a Reggio sono tre le perplessità avanzate dai residenti del centro storico e non solo. In primo luogo una questione artistica: è giusto “deturpare” strade e palazzi ricchi di storia e arte (Mantova è addirittura città Unesco) con buste dell’immondizia lasciate davanti ai portoni? Che immagine si dà della propria città agli eventuali turisti?
Altro problema tutt’altro che secondario è poi quello dei topi. Che, attratti dal cibo lasciato nelle buste dell’organico, potrebbero nuovamente “invadere” il centro storico, così come è successo in alcune frazioni reggiane dove il porta a porta è già stato attivato. Non sarebbe meglio, allora, comportarsi come ha fatto Modena ed escludere l’umido dalla raccolta differenziata a domicilio?
nfine una terza questione, in realtà non imputabile direttamente alle amministrazioni pubbliche quanto a un malcostume sempre più diffuso: i “furbetti dell’immondizia”, che in barba alle regole gettano i loro rifiuti dove non dovrebbero. A Mantova, ad esempio, è stato necessario potenziare il servizio di differenziata installando delle telecamere a custodia dei “Citybin”, i cassonetti artistici. E anche a Reggio, di questi incivili personaggi, ve ne sono purtroppo molti.
Fin qui abbiamo elencato le perplessità di molti e le soluzioni di altri. Ma, almeno al momento, come intende procedere l’amministrazione comunale reggiana?
In primo luogo sono stati organizzati degli incontri pubblici informativi (tre) nel mese di settembre per spiegare, contestualmente alle visite del personale di Iren ancora in corso, le nuove modalità di raccolta.
Il progetto del Comune, chiamato “Tricolore”, prevede una modalità di raccolta omogenea sul territorio, suddiviso in tre grandi aree: Forese (le frazioni, 60.882 abitanti), Area urbana (100.148 abitanti) e Centro storico (10.625 abitanti).
In quest’ultima zona si prevede la raccolta domiciliare di secco e umido, nell’Area urbana quella di secco, umido ed eventuale ampliamento della raccolta vegetale e nelle frazioni il mantenimento del porta a porta per secco, umido, carta, plastica e verde.
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