Un'astronave entra nelle mense scolastiche di Reggio Emilia
Presentato a Milano al Festival di Altroconsumo il progetto didattico realizzato da Francesco Bombardi con Cir Food e Reggio Children
REGGIO EMILIA. E se per un giorno l'assai poco amata minestra di verdura arrivasse in tavola grazie a una astronave? E se da quell'astronave uscissero "marziani" sorridenti che vogliono portarvi con loro a scoprire come è fatto un broccolo? E magari vi suggeriscono come fargli cambiare faccia, facendolo somigliare nella forma a qualcosa che vi piace anche al gusto?
Se tutto questo dovesse mai accadere, state tranquilli: vostro figlio o vostra figlia non li hanno rapiti gli alieni, stanno semplicemente sperimentando le potenzialità del Food Shuttle, una delle ultime sfide che Reggio Children e Cir food hanno deciso di provare a vincere insieme.
E, per farlo, hanno chiesto aiuto a Francesco Bombardi, architetto, maker, designer, e collaboratore del Ministero dell’Istruzione e dell’Università con l’obiettivo di ammodernare la scuola italiana. Portandola - nella sostanza - al 2.0 reale, ovvero al livello dei suoi attuali fruitori, che sono i millenials, i cosiddetti nativi digitali, quelli che appena prendono in mano uno smartphone o un tablet ci fanno invecchiare di colpo. I nostri figli, insomma.
MODELLO POP-UP. E per i nostri figli, Bombardi ha ideato il Food Shuttle, una astronave pop-up, fatta di legno che - nel design richiama le macchine leonardesche, ma nella mission ricorda un moderno Cavallo di Troia, che entra in mensa chiuso come una ruota, al posto del poco affascinante carrello della minestra.
E una volta in mensa, si svela in tutta la sua potenzialità. Il Food Shuttle è atterrato in questo weekend a Milano, al Festival di Altroconsumo. Ma non si fermerà: dopo una sperimentazione in alcune scuole di Modena, nel prossimo ottobre sarà presentato a Reggio Emilia. «E poi, nel 2019 - spiegano a Cir Food - contiamo di farlo atterrare in tutte le scuole a cui noi serviamo i pasti».
BAMBINI PROTAGONISTI
Attorno e dentro al Food Shuttle i bambini scoprono - da protagonisti - come è fatto quel che mangiamo o non mangiamo. E lo fanno attraverso macchine e strumenti che permettono la piena consapevolezza del cibo. Con Oculos, il visore a realtà aumentata i bambini vengono portati virtualmente sui luoghi di coltivazione e raccolta delle materie prime.
Con gli estrattori ottengono i colori, l’anima degli alimenti che poi possono continuare a trasformare, grazie a una stampante 3 D o a una termoformatrice, in pratica un macchina in grado di ricopiare le forme degli elementi per farne recipienti sui generis, così che una rapa possa avere alla fine le fattezze di una banana e viceversa. Invero, sbagliereste se pensaste soltanto a un approccio ludico per il momento della mensa scolastica.
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NON SOLO PASTO. «L’idea - spiega Bombardi- è quella di considerare il momento della refezione come parte integrante della didattica. Nel momento del pranzo si sta facendo geografia, ricordando da dove arriva questa o quella materia prima. Ma anche storia, ricordando cosa si utilizzava un tempo, di quel determinato frutto».
E poi, soprattutto, si studia chimica. Avete presente Lavoisier e la sua legge della conservazione della materia, che nella astronave di capitan Bombardi aleggia come se fosse scolpita un po’ ovunque? Bene, il custode di questa legge nell’astronave veste i panni dello chef Domenico Tramaglino.
È lui che guida gli ospiti dello shuttle attraverso le esperienze cognitive, ma soprattutto è lui che insegna a dare concretezza alla Legge della conservazione della materia che - in questo caso - si traduce in lotta allo spreco alimentare. «Per questo siamo qui al Festival di Altroconsumo - spiega Daniela Fabbi di Cir Food - perché da anni siamo impegnati sul tema della lotta allo spreco alimentare».
EDUCATI A TAVOLA. Nel Padiglione Unicredit di piazza Gae Aulenti, a strabuzzare gli occhi come i bambini, c’era anche la pedagogista Carl a Rinaldi, presidente della Fondazione Reggio Children e nonché ambasciatrice del Reggio Approach, ovvero del modello che fa riferimento alla pedagogia di Loris Malaguzzi e che ha reso gli asili reggiani universalmente riconosciuti come i migliori del mondo.
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Ma qui siamo anche oltre il mondo. Siamo su uno Shuttle che mira a far diventare buono il minestrone, che ha l’obiettivo di strappare un sorriso a un bambino che incontra un broccolo: «Il tema del consumo alimentare consapevole - commenta Carla Rinaldi - è sempre più centrale nell’educazione dei bambini. E quello della tavola è un momento educativo cruciale».
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